Rassegna storica del Risorgimento
MINGHETTI MARCO
anno
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1938
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pagina
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1050
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1050
Achille Norsa
Un'altra dote che non poco doveva concorrere alla sua fortuna politica, come già avea fatto quella dello scrittore, era la singolare prontezza e facilità d'assimilazione del suo ingegno, rilevata pure dai contemporanei. Mi si consenta di riferire un particolare significativo,, narrato dallo stesso Giolitti, benché esso appartenga ad epoca posteriore, e cioè dal tempo in cui egli era ispettore generale presso il Ministero delle Finanze che il Minglietti reggeva allora per la seconda volta, essendo pure presidente del Consiglio, fra il 1873 e il '76: 1 . I I
Ricordo che quando egli (il Minghetti) era alla Camera, io dovevo stare in una tribuna per essere pronto a fornirgli le informazioni e gli elementi di cui avesse immediato bisogno nella discussione parlamentare, che era allora vivace assai, ma anche concreta. Era fra noi convenuto un segnale: egli alzava un foglio rosso, ed io allora discendevo e l'incontravo nel suo gabinetto di Presidente, e gli fornivo gli elementi tecnici che servivano per la sua risposta, e su quei dati comunicatigli in fretta egli svolgeva subito e con signorile facilità un bel discorso. *)
Se è vero che ciascuno di noi può dare intera la misura del proprio valore, solo in quell'attività spirituale a cui si sente portato da intima vocazione, certo il Minghetti era destinato a primeggiare come oratore, e chi si ponesse ad esaminare gli otto grossi volumi dei suoi Discorsi parlamentari il che non sarebbe opportuno in questo luogo, scoprirebbe nell'oratore, l'uomo con tutti i suoi pregi, e forse anche coi suoi difetti, dei quali ora dirò, ma finirebbe, io ritengo, col convenire in questo sagace giudizio di Edoardo Arbib : Il Parlamento italiano non ebbe mai oratore più lucido, più ornato, più insinuante del Minghetti; laddove le parole non di rado uscivano stentatamente dalla bocca del conte di Cavour, da quella del Minghetti
i) Cr. GIOLITTI, op. cit.t p. 21.
2) I Discorsi parlamentari del Minghetti furono pubblicati per cura di Pullé, dalla Tipografia della Camera dei Deputati, Roma, 1888-90.