Rassegna storica del Risorgimento
MINGHETTI MARCO
anno
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1938
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Achille Norsa
JX dissidio per allora era più fra il La Farina e la Società Nazionale da un lato e il Bertani e i Comitati di provvedimento dall'altro; ma si sapeva bene che dietro il primo era il Governo, mentre il secondo rappresentava ufficialmente l'eroe vittorioso che sembrava impersonare la giovanile audacia della nazione risorgente.
Ora appunto il discorso del Minghetti voleva essere una coraggiosa attestazione di fiducia nella politica di Cavour e nei criteri che la ispiravano; per lui e per gli uomini del suo partito sarebbe stata follia abbandonare quei criteri per una politica di temerarie avventure.
IL MINGHETTI E L'ANNESSIONE DEL MEZZOGIORNO. A questo punto potremmo chiederci quale fosse stata la parte realmente presa dal Minghetti agli avvenimenti decisivi di quel memorabile 1860 che nello spazio di pochi mesi condussero alla tanto auspicata unificazione della penisola.
Sarebbe superfluo rilevare che egli non poteva certo limitarsi ad appoggiare il Governo con pubblici discorsi, come quello ora accennato e l'altro pronunziato pure alla Camera nell'ottobre, allorché si decisero le nuove annessioni.
Le lettere e i documenti pubblicati dal Dallolio e dal Maioli provano già in modo luminoso con quale appassionato interesse il Minghetti seguisse anche allora lo svolgersi degli avvenimenti e con quale energia egli agisse presso gli amici di Bologna e di Romagna nell'intento di mantenere fedeli al Cavour quei comitati, nel momento più arduo del dissidio fra Cavour e Garibaldi. E però mia opinione che altri documenti potrebbero riserbarci nuove e preziose scoperte, permettendoci di rispondere ad alcuni interrogativi, i quali allo stato attuale delle cose, per quanto mi consta, rimangono insoluti.
*> Cfr. A. DAMMUO, op, *t., pp. 130,144, 214-15,318, e G. MAIOM, M. Min-ghetti e la liberazione dello provincia meridionali (1860), in // Risorgimento Italiano, a. XVm, 1925, vói XVIII, pp. 497-515.