Rassegna storica del Risorgimento

MINGHETTI MARCO
anno <1938>   pagina <1060>
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1060 Achille Morsa
egli aveva collaborato, oltre che col Casarini, col Tanari e col Simonetti, il quale ultimo anzi s'era rivolto alui nell'aprile, per consiglio circa un curioso progetto, tosto scartato, per un colpo di mano sulla cittadella di Ancona,X) con Augusto Aglebert, uno dei più attivi collaboratori dello Stanzani.2) Si tenga presente ancora il profondo rammarico rimasto nell'animo del Nostro per la fallita insurrezione delle Marche* nella primavera del '59, proprio per ... quella sventurata incuria di lasciar ritirare liberamente papalini e svizzeri S) che fin d'allora egli avea lamentato. Si ricordi questo ed altro che a un lettore intelligente non può sfuggire, e ci si chiederà se il Minghetti potesse restare estraneo a tutto quel fervore di preparativi, nonostante l'antipatia da lui dimostrata qual­che mese innanzi per una collaborazione con elementi più o meno mazziniani. A me sembra improbabile, oserei dire, impos­sibile, se i documenti fornissero di ciò una conferma. Ecco ad ogni modo una questione sulla quale ricerche ulteriori potranno far luce.
Il resto è noto: l'8 settembre le Marche insorgevano; l'il, senza nemmeno attendere la risposta del cardinale Anto-nelli aU'ultimatum del Cavour, il generale Fanti varcava la frontiera e batteva il 18 il Lamoricière a Castelndardo; Ancona cadeva il 29; il prestigio della monarchia era salvo e l'entusiasmo popolare rifluiva verso il conte di Cavour, artefice dei nuovissimi inattesi successi.
Non per questo cessarono le ire e gli sdegni dall'una e dall'altra parte: al contrario, Garibaldi ed i suoi amici del partito d'azione, padroni ormai della Sicilia e di gran parte del Mezzogiorno, si dichiaravano irremovibili nei loro propo­siti su Roma, mentre il Governo era altrettanto fermamente
*) Cfr. la lettera di risposta del Minghetti da Torino, 5 aprile 1860, in MAIOLI, art. cit., p. 503.
2) TJna nobile lettera dclTAglebert stesso datata da Bologna, 27 settembre 1860, riferita dal Dallolio (pp. 173-74), fa prova dei suoi sentimenti monarchici.
3) Cfr. DALLOUO, OD. ci*., p. 183.