Rassegna storica del Risorgimento

INDICI
anno <1939>   pagina <127>
immagine non disponibile

VITA DELL'ISTITUTO
NUOVI VITALIZI. - La Presidenza del Senato del Regno si è iscritta quale socio vitalizio ed ha versato lire 1000, intendendo far parte della categoria dei promotori.,
ALESSANDRIA. Il presidente di questo Comitato, conte Giovanni Zoppi, ha offerto le proprie dimissioni che sono state accettate.
* * *
ANCONA. Il Corriere Adriatico del 7 novembre n. s. ha pubblicato un ampio resoconto della conferenza del nostro consocio Giangiacomi:
L'Accolta dei Trenta e Brigata Amici dell'Arte hanno inaugurato la serie delle manifestazioni culturali dell'anno XVII. Nella magnifica sede di via del Comune sabato sera si sono dati convegno non soltanto i soci della simpatica raccolta ma anche i professionisti di Ancona e i rappresentanti delle associazioni culturali. Faceva gli onori di casa il rettore dell'Accolta dei Trenta aw. prof. Aristide Boni. A comme­morare il Ventennale della Vittoria è stato chiamato il collega cav. uff. Palermo Giangiacomi, il quale ha parlato sul tema Ancona durante la guerra mondiale . La manifestazione si è svolta sotto gli auspici dell'Istituto perla Storia del Risor­gimento. L'oratore, simpaticamente noto per i suoi studi storici e per le pubblicazioni letterarie è stato accolto da un calorìssimo applauso. Egli, dopo aver ringraziato le autorità convenute, ha svolto con la consueta competenza il tema interessantissimo riguardante la storia di Ancona. Per insufficienza di spazio dobbiamo limitarci ad un riassunto.
Il conferenziere inizia il suo dire mettendo in evidenza la contraddizione di coloro che usciti da poco dalla settimana rossa (movimento contro le spese militari) invocarono la guerra a fianco della Francia, appena scoppiato il conflitto mondiale. Come poteva l'Italia entrare subito in guerra se fino allora le economie militari erano la piattaforma delle combinazioni ministeriali e la popolarità dei candidati il giorno delle elezioni ?
Spezzata la Triplice perchè la nostra alleanza era difensiva e non offensiva, l'Austria avversa e mai alleata ed anche perchè l'ultimatum alla Serbia non venne fatto conoscere all'alleata Italia, noi entrammo in guerra nel maggio 1915 nell'ora non dei gufi, come fu detto, ma delle aquile poiché le cose volgevano male per l'In­tesa in quanto fin dal 2 maggio, la Russia era in ritirata. Forse avremmo dovuto aspettare una migliore preparazione bellica.
La Serbia conobbe e subito il nostro patto di Londra e poiché contrariava le nostre mire sull'Adriatico, strinse un patto con l'Austria onde questa potè togliere dal fronte serbo le classi giovani ed inviarle verso i nostri confini per ostacolare l'avanzata italiana.
S'iniziavano così le manifestazioni; di riconoscenza dell'Intesa verso di noi, rico-coscenza che poi culminò durante le sanzioni.
Il conferenziere ricordò poscia l'improvviso ed impreveduto attacco ad Ancona e città dell*Adriatico, ricordò che Ancona era difesa da un solo sottomarmo, mentre Rettolo aveva detto che Ancona andava difesa da sci sottomarini. Solamente nel gennaio 1916 Ancona potè avere cannoni antiaerei, e solamente nell'aprile suc­cessivo i velivoli deJI'Aspio ebbero modo di sollevarsi e vittoriosamente opporsi; al nemico.