Rassegna storica del Risorgimento
INDICI
anno
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1939
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137
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Vita dell'Istituto
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Compiuto un diligente lavoro di ricognizioni- del materiale della raccolta Fontani e delle altre raccolte comunali, quali la Biblioteca e l'archivio storico, veniva poi con vigile attenzione, sotto l'indirizzo del vice Podestà ing. Beriagnoni ed a cura del direttore della Biblioteca, studiato il piano di riordinamento e di sistemazione del materiale, piano che si impronta a concetti moderni, come ebbero a riconoscere ampiamente il segretario generale del Regio Istituto nazionale del Risorgimento e un componente della Consulta centrale specialisti in materia, venuti qui espressamente dietro invito della Podesteria.
Mentre fu dato nell'ordinamento U massimo rilievo ai documenti originali, ai proclami e alle incisioni originali del tempo, cosi da dare una visione rapida di tatti gli avvenimenti che si succedettero dai primi albori del Risorgimento fino alla proclamazione del Regno e alla occupazione di Roma, documenti autentici molti dei quali poterono essere con fatica rintracciati a Venezia, a Roma, a Milano, a Vienna, ed atti a destare veramente il più alto interesse, specialmente quelli che si riferiscono a Vicenza e alle sue gloriose vicende fu invece sacrificato nella esposizione tutto ciò che avesse potuto dare l'impressione di rigatteria o di feticismo, e cioè la maggior porte di quegli oggetti che fino a qualche tempo fa costituivano la felicità dei più dei raccoglitori, e tutt'oggi l'ornamento più vistoso di molti dei Musei del Risorgimento. A partire dunque dai primi echi che ai ripercuotono in Italia e a Vicenza della Rivoluzione francese; dall'ultima espressione di devozione e di ossequio del nobile Consiglio cittadino del 1797 alla Serenissima, moritura; dalla gazzarra fattasi a Vicenza per la festa dell'albero della libertà, al voto suo primo di entrare a far parte di una unione italiana quale speravasi con la creazione della Cisalpina, via via attraverso i ricordi napoleonici a Vicenza, ai festeggiamenti dati in onore del Buono-parte, alla sua venuta, al periodo austriaco e ai provvedimenti polizieschi e a documenti del martirologio italiano, si giunge al marzo del 1848 allorquando Vicenza, poco dopo Venezia, si sollevava contro lo straniero e dava prova del suo patriottismo e della sua fede in senso unitario nazionale, non solo attraverso le battaglie combattute strenuamente onde fu insignita del massimo segno del valore, ma cosa mai posta prima in rilievo attraverso quei voti chiari ed espliciti e quegli atti formali di ade* sione al Piemonte, in tempi in coi specie nel Veneto i pio erano ancora strettamente legati a concetti municipalistici o federativi.
A queste due parti che rivelano precipuamente l'anima di Vicenza, venne dato notevole sviluppo, cosi che quel periodo epico di storia nostra ha potuto attraverso una documentazione originale e commovente avere una illustrazione in gran parte nnova e insperata.
Anche le epoche successive, se pur'più sommariamente, non di meno ebbero il loro posto. In tal modo il visitatore non frettoloso potrà rendersi conto delle tappe e dei sacrifici compiuti dalla Nazione per essere una, e per potere poi riprendere nell'età fascista il suo cammino verso mete d'Impero.
Museo della guerra, La sola parte che, pur suscettibile di arricchimento e di miglioramento, risulla oggi sistemata è quella che concerne il Risorgimento. Per la grande difficoltà della scelta per il continuo arrivo di materiale e d'altro canto l'impossibilità di entrare in possesso di altro pur necessario perchè sia anche in questo settore assicurata una visione panoramica di sufficiente ampiezza, consigliarono di soprassedere e sarà provveduto prossimamente.
Un particolare ringraziamento voglio qui esprimere agli eredi del compianto generale conte Giuseppe Vaccarl per aver assegnato il nostro Istituto ì cimeli già Appartenenti all'eroico Condottiero; ai conti Alessandro e Luigi da Porto per il dono del grande ritratto ad olio del valoroso caduto del 1848 Luigi da Porto, in una con. scritti autografi vergati dalle trincee di Ambellicopoli nei giorni immediatamente antecedenti al 10 giugno e di altri cimeli; al conno, on. Tullio Cartolato perle sue premore nell'ai rMr<> la consegna della raccolta del suo illustre e valoroso padre Domenico
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