Rassegna storica del Risorgimento

STATO PONTIFICIO
anno <1939>   pagina <1163>
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Nuove ricerche sugli inizi del Pontificato di Pio IX, ecc. 1163
Delegato Apostolico. Il 2 settembre la Segreteria di Stato respinge la rinuncia del Peda, che il 13 si decide ad accettare; E allora sarà la volta di suo fratello Nicola, che P8 novembre lo raccomanderà al Ferretti perchè a Roma lo assista e non lo abbandoni...X)
A Fermo la difficoltà di trovare un consultore fu anche più grave. Segnalati il 25 aprile il conte avv. Luigi Pelagallo, il marchese cav. Nicola Morici e il cav. Antonio Felici, il 28 luglio fu eletto quest'ultimo, il quale, però si affrettava a rinunciare (1 agosto). Lo si sostituiva subito (7 agosto) con il Pelagallo, che non metteva tempo in mezzo a dar le dimissioni (12 agosto). Il Papa le accettava, conferiva al Pelagallo l'Ordine Piano di 2 a classe e faceva cadere là sua terza scelta sul Morici (23 agosto). Per non esser da meno degli altri, sei giorni dopo il Morici rifiuta... H povero Delegato Apostolico straordinario aveva, fin dal 21 agosto, messo innanzi anche il nome del marchese Federico Passeri. Ma la Segreteria di Stato non vuol più saperne di mandar lettere di nomina senza effetto ed esige che si interpelli prima l'interessato (1 set­tembre). E fu bene perchè il Passeri si affrettò a rispondere (8 settembre) che per ragioni di salute non poteva accettare... Davanti a una cosi cospicua serie di insuccessi nell'udienza papale del 12 settembre si deliberò di lasciar scoperta quella provincia se davvero non si poteva trovare altra persona di soddisfazione del Governo e del pubblico disposta ad accettare. Il 4 ottobre il Delegato Apostolico avanzava tre nuove candidature : l'aw. Giuseppe Fracassetti e, subordinata­mente, l'aw. conte Pio Bonafede e l'ing. Michele Adriani. Dieci giorni dopo, la Segreteria di Stato comunicava che il pontefice, viste anche le pretese di .conservazione d'impiego e di assegno particolare governa­tivo avanzate dal Fracassetti, aveva scelto l'Adriani. Il quale, con sod­disfazione per lo meno del Delegato Apostolico, accettava il 17 ottobre.'
Ad Ascoli le circostanze fecero sì che la scelta cadesse proprio sul­l'individuo meno accetto al paese, Io Sgariglia. Infatti, il Delegato Apostolico fin dal 9 maggio aveva indicato' fcome persone di qualche merito il conte cav. Orazio Piccolomini, fratello del cardinale, il cava­liere Ignazio Colmici, l'aw. Alessandro Piccinini e il conte Saladino Salamini, dichiarando, però, di proferirli, sì, ad altri, ma di non ritenere utile proporli. Invece la sua proposta toccava il conte Filippo Paradisi, l'aw. Francesco' Cavi, il patrizio ascolano Domenico Ferrucci (il quale,
1) Ved. p. 1205 n.
2) I/Adriani fura poi parie rJul Consiglio di Stato: ved.ì'. GENTILI, II Consiglio, ecc. p. 477.