Rassegna storica del Risorgimento
STATO PONTIFICIO
anno
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1939
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pagina
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1168
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1168 Alberto M. Ghisalborii
In realtà a Roma si preferì fare a meno dei consigli stranieri, da qualunque parte venissero, e ai cercò di elaborare un regolamento per il nuovo organismo sulle basi del precedente progetto Matteucci e secondo i pareri di una commissione composta dei cardinali Ferretti e Anto* nelli, dei monsignori Morichini, Amici e Pentìni, del principe Barberini, dagli avvocati Armellini, Sturbinetti e Piazza. E già fin da queste sedute preparatorie si precisò il dissidio tra i laici liberaleggianti e gli ecclesiastici, come appare dal seguente appunto di monsignor Pentini.
Fin dal momento nel quale fui avvisato da Mg. Amici che per parte di S. S. dovevo intervenire ad un congresso per discutere la disposizione per la Consulta di Stato che voleva .crearsi, ebbi luogo di conoscere quali fossero le tendenze alle quali si aspirava, mentre in quella sera presente il.Card. Ferretti Segretario di Stato, il Card. Antonella, ed il- jjjarofla canceUdtà] li avvocati si espressero conforti frasi che non si doveva fare presiedere la Consulta di Stato da un Cardinale, e da un Prelato come il Presidente.
Infatti non appena istituita questa Consulta di Stato che la massima parte di quelli che la componevano, per non dire (come era) quasi tutti incominciarono a volerai erìgere in una camera Legislativa come rappresentanza non di consultiva tutela delle Provincie, ma di contegno quasi miscievole (?) verso il Gov. qualora non aderisse alle consultive loro deliberazioni le quali erano sempre discusse con un decìso spirito di opposizione al Governo Ecclesiastico e tra questi, non rimaneva indietro il Conte Luigi, specialmente circa la mira delli beni Ecclesiastici,
H disordine e lo scompiglio incominciò fin d'allora ad aprire lo spaccio del suo venefico spirito ed infatti subito votarono che pubbliche fossero le discussioni almeno con il mezzo della stampa, ed anziché pensare al buon ordinamento dello ufficio della Consulta si insistette solo per questo articolo della pubblicità, e quando non si potè ottenere fu trascurata ogni altra cosa che riguardava il regolaménto. *)
Da questi colloqui usci cosi fuori il motu proprio del 14 ottobre 1847, che fissava i modi e i termini dell'azione del nuovo istituto. Intendimento del Papa si diceva nel preambolo era stato quello di dotare il Governo pontificio di una istituzione la quale, se oggi sta in pregio presso altri governi e Stati d'Europa, fu già gloria un tempo dei domini della Santa Sede, e gloria dovuta al genio dei romani pontefici, E, rivendicata la priorità,dell'istituto, il Papa proseguiva preci sando che l'aiuto di persone onorate dai suffragi di intere provincie avrebbe facilitato il suo intento di por mano vigorosamente all'amministrazione pubblica per portarla a quell'apice di floridezza che era nei suoi propositi. Un tal fine sarebbe stato raggiunto se alla determinata volontà del pontefice fosse andata sempre congiunta una generale moderazione di animi, la quale attenda di raccogliere
i) Roma, Museo Centrale del Risorgimento, B.a 20, fase. 10. 11 Mastai nipote del papa Raccostava più a quelli [liberali] ohe a questi, FARINI, Stato romano, voi. II, pftg. 144.