Rassegna storica del Risorgimento
STATO PONTIFICIO
anno
<
1939
>
pagina
<
1172
>
1172
Alberto M. Ghisalberti
Il Mota propria di Sua Santità sulla Consulta di Stato, di cui trasmisi copia annessa al dispaccio N. 216 ha dato luogo ad una dimostrazione di riconoscenza per parte della popolazione di questa Capitale. Ieri a sera gran moltitudine di gente radunatasi sulla piazza del popolo recossi processionalmcnte con fiaccole accese, e con stendardi portanti i nomi delle Provincie, alla piazza di Monte Cavallo, ove, come di consueto, il Santo Padre le diede le sue benedizioni in mezzo ai più. clamorosi evviva Generalmente l'istituzione della Consulta di Stato riscuote una quasi unanime approvazione e se a taluni, cioè a anelli ai quali rincresce che si mantenga nella stessa una ingerenza del potere ecclesiastico, duole che sia presieduta da un Cardinale, non perciò la maggiorità delle persone assennate non tralascia di apprezzarne l'utilità in tutte le sue parti.1)
In buon punto era venuto il motaproprio per il Monlecchi, il quale, nel raccontare al Farini la grande dimostrazione avvenuta confermava che era stato graditissimo, a riserva di poche mende. L'entusiasmo non era proprio arrivato al massimo, riconosceva l'antico ospite di Civita Castellana, ma questo si doveva alla difficile situazione dalla quale il solito ruggito popolare a stento aveva tolto il paese... 2) D Farini, poi, era alle stelle per questa... istituzione veramente liberale e subito aveva calcolato che alle future elezioni avrebbero partecipato ben 120.000 elettori e quando questi Consiglieri siano eletti dal popolo, come si spera e si accerta che il Papa vorrà, noi avremo una vera Costituzione. 3)
Il moderatissimo Des Jardins, pur descrivendo al Corboli con vivissime tinte la grandiosa dimostrazione romana, avanzava qualche riserva sul preambolo del documento, diversissimo dal tono degli altri atti del Papa e privo della delicatezza abituale. Ed anche per la sostanza del motu proprio notava come un difetto quel non aver dato il voto deliberativo nella imposizione di nuove tasse e creazione di debiti a carico dello Stato. *)
J) R. Archivio di Stato di Torino, Lettere Ministri, Roma, mazzo 349. Ringrazio il conte 6. C. Buraggi per avermi favorito questi dispacci.
a) Montecchi a Farmi, 16 ottobre, in L. C. FARINI, Epistolario, voi. I, pagine 725-726.
8) Farini al Berlini, 19 ottobre, FARINI, Epistolario, voi. I, pp. 730731. Ved. ivi, pp. 731733 anche le lettere al Galeotti e al Yieusseux, nelle quali accoglie le notizie inviategli dal Montecchi sul precedente malo umore di Roma in causn della condotta equivoca o falsa di qualche alto funzionario, tinto alla pece gregoriana. Acerbe le critiche de La Patria, 18 ottobre 1847, ohe vedeva accolti incautamente nella legge, gli errori di quella toscana. .
*l F> M. Des Jardins a Giov. Corboli, Roma, 16 ottobre, in MANNO, op. cit., pp. 150152. Ved. la crìtica dell'inviato toscano Bargagli alla dichiarazione che la Consulta dovesse rappreseti tare l'ultima concessione politica in E. P Ai AND ni. La nuova orientazione politico-religiosa delta Toscana nei primordi del pontificato di Pio IX (settembre 1846-gennaio 1848), in Rassegna Storica del Risorgimento, a. XVI, 1929-VTI, p. 312.