Rassegna storica del Risorgimento
STATO PONTIFICIO
anno
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1939
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pagina
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1177
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Nuove ricerche sugli inizi del Pontificato di Pio IX, ecc. 1177
Sino alTantevigilia, benché il Governo ne avesse contezza non al diede moto per impedirlo. Alcuni giovani napoletani si erano presentati da me chiedendo il mio parere giacché mi dissero venivano spinti a far parte del corteggio, e non sapevano che fare.
Gh risposi che in vcrun conto lo potrei permettere, e conoscendo della loro bnona volontà di ubbidire, diedi loro l'incombenza di fare ogni sforzo per frastornare quelli, se ve n'erano che volevano andarvi, ed infatti nessuno dei nostri nazionali seguì il corteggio.
Ali trovavo con avere anticipato i desideri di SS. giacché la domenica considerando il Governo l'inconvenienti che potevano accadere, nel vedere il popolo spiegate queste bandiere degli altri Stati Italiani, allarmalo ancora dalle notizie che si spargevano di sommosse in Milano con spargimento di sangue cittadino di altra accaduta a Massa e Carrara, dove si pretendeva essere stata cacciata la forza Estense, si diede cogli ordini i più precisi tutta la possibile premura per impedire la comparsa delle dette bandiere, rendendo SS. responsabile la Guardia Civica della esecuzione degli ordini dati e con una circolare del Segretario di Stato a questo Corpo Diplomatico* facendo conoscere le intenzioni del Papa, e pregandolo di adoperare ciascun Ministro tutta la sua influenza, onde per parte dei nazionali rispettivi si osservasse il prescritto.
Lo stesso Cardinale Ferretti si mise per così dire in fazione sulla piazza di Monte-cavallo al partir del corteggio per personalmente invigilare all'esecuzione degli ordini, ed infatti fece respingere un drappello di persone che erano venute spiegando una Bandiera di 'Parma.
In seguito alle prese disposizioni nessuna bandiera estera comparve e tutto passò col massimo ordine, benché si vuole che l'osservato silenzio, che non passò senza qualche sorpresa provenne dal male umore, cagionato dalle sopradette disposizioni.*)
Non conoscendosi finora le precise parole del discorso di SS. ai deputati in risposta a quello del presidente Cardinale Antonelli non mi permetterò d'intrattenere V. E. avendone inteso in modo assai diverso a seconda l'impressione, che sugli ascoltanti avea prodotto. Da tutto l'insieme però si può arguire che é stato un discorso col quale SS. ha voluto senza ritardo fare conoscere, i doveri imposti ai deputati, e togliere quelle speranze contrarie allo scopo che si era prefisso con si importante concessione, la quale utilissima se si limitava allo spirito che l'ha dettata, può essere cagione di mali oltrepassandoli.
È da credersi e so di quelli che consigliano, che venga pubblicato per togliere qualunque intepretazione falsa, che se ne potrebbe fare, ignorandosi le vere espressioni delle quali si é servita SS.
In ogni caso è troppo interessante di conoscere il vero per non darmi tutta la premura di esserne sollecitamente istruito per la intelligenza della nostra Beai Corte.
Come nei tempi che corrono tutto si unisce con la solita esagerazione, per ogni buon fine credo bene di accennare all'È. V. di un fatto di nessuna importanza, accadutomi ieri ed é che passando in carézza in una strada alcuni pochi individui vociferarono degli evviva Romeo che non trovarono eco in molti, che passavano, e che per parte mia non meritarono che il dovuto disprezzo.
W Ved. per la proibizione delle bandiere la lettera del Vieusseux al Farmi, del 24 novembre, in PARTIVI. Epistolario, voi. L p. 763, e PALAJVDRI, op, cit pp. 312-314 sulla testimonianza del Bargagli. Ved. anche F. GtiKOT, Mémoires pour servir à l'hisioire de man icmps, Parigi, Levia, 1856-1867, voi. Vili, pt 390, e SAFFI, op. cit,t voi. Il, pp. 125-126.
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