Rassegna storica del Risorgimento

STATO PONTIFICIO
anno <1939>   pagina <1181>
immagine non disponibile

Nuove ricerche sugli inizi del Pontificato di Pio IX, ecc. 1181
della tanto discussa circolare del Gizzi del 22 giugno. Anche allora si era formulata una ammonizione non diversa nel tono contro gli spiriti agitati che giovar si vorrebbero dello stato presente per esporre e fare prevalere dottrine e pensieri totalmente contrari alle sue massime e, per eccitare nelle popolazioni con lo scritto e con la1 CÒJJBJ desideri e speranze di riforme, oltre i limiti sopra indicati.
Grandi, pertanto, le speranze suscitate negli elementi- più accen­tuatamente conservatori, secondo i quali Pio IX ritrovava la sua vera strada e la sua vera voce. Così l'intendevas infatti, il Ludolf nel suo dispaccio del 18 novembre allo Scilla.
...Oggi mi permetterò di chiamare: la sua attenzione sull'articolo del Diario di Roma che rendendo conto della giornata del 15 riporta l'allocuzione dal S. Padre pronunziata contemporaneamente* rimarchevole per i sentimenti e l'espressione che vi si rilevano.
Il parlare forte e chiaro in una occasione tanto importante e solleone, al cospetto di quelli ai quali vien oggi affidato il mezzo di poter coadiuvare alla buona ammini­strazione dello Stato, se produrrà quell'effetto che se promette SS.; era ancora indi­spensabile in presenza di una. opinione generalmente diffusa, che vede nella Consulta di Stato un principio di Nazional rappresentanza.
Le parole del Papa:
di trasmettere ai suoi successori piena ed intatta la Sovranità del Pontificato, e come l'avea ricevuta; ingannarsi chi nella Consulta di Stato vedesse qualche utopia propria, ed i semi di una istituzione incompatibile con la sovranità Pontificia.
Sono parole degne degli applausi di tutti coloro che sinceramente attaccati al sovrano e riconoscenti delle riforme concedute dal Sommo Pontefice non vedono in queste cose che dei mezzi leggittimi e giusti per ben amministrare Io stato e non delle riforme da cambiar le basi sulle quali riposa lo Stato Pontificio e la sovranità Papale, ed essi applaudiscono ai sentimenti ed ai voleri sì energicamente manifestati da SS.
Non così quelli che con indefessa tenacità lavorano in senso contrario, questi considerano l'allocuzione come un passo retrogrado e non trascurano di adoperarsi con tutti i mezzi onde insensibilmente a poco a poco giungere allo scopo che si sono prefissi ed hanno purtroppo per aiuto l'appoggio della stampa che cerca e cercherà rappresentare al pubblico le nuove istituzioni come principio e non fine di riforma, ed influire sulle risoluzioni ed i lavori della Consulta di Stato e bene si rileva dalle espressioni delle quali si sanno e che sono quelle ammesse nei paesi di forme costitu­zionali, come per esempio indirizzo parlando del discorso di ringraziamento che la medesima farà a SS.
Con quest'allocuzione la Santità Sua si spiega con forza e chiarezza all'Europa ed al mondo tutto; come intenda In accordate riforme.
Sono parole gravi nelle attuali circostanze!
Vostra Eccellenza mi userà indulgenza so quanto prima sarò per ritornare su questo importantissimo argomento. 0
) Arch. Stato Napoli, Min. Esaurì, Nuovo accessione, it. 6, p. 1.