Rassegna storica del Risorgimento

STATO PONTIFICIO
anno <1939>   pagina <1185>
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Nuovmcerche sugli inizi del Pontificalo di Pio IX, ecc. 1185
Alcune sedute riuscirono altamente drammatiche, anche se là prosa ufficiale dei veibali che seguono annebbi gli urti e. attutisca -l'asprezza delle posizioni. Si vedano, a questo riguardo, le sedute in cui si discussero le questioni del voto e della pubblicità degli atti o quelle in cui la Consulta tenne testa al protesoriere, mons. Mori-chini. Si capisce che il risentimento e l'opposizione di alcuni 'ambienti dovessero piuttosto crescere che diminuire. So che in certi Saloni si chiama ironicamente e malignamente la Consulta gli stati generali del 1789, confidava il Farini all'Amat. Ì Ma la fiducia degli elementi migliori perdurava, anche se qualche consultore si lasciava trascinare un po' troppo dal desiderio di mutarsi di punto in bianco in rappre­sentante del popolo e se l'ibrido, l'incerto, l'indeterminato che erano nel modo onde la Consulta era sorta facessero nascere preoccupazioni forti in uomini della esperienza e della saggezza di un Pellegrino Rossi. 2)
La disputa intorno alla pubblicità degli atti fu, soprattutto, quella che permise di misurare le avverse forze e fece comprendere quale spirito animasse la maggioranza dei Consultori. Persino il Pareto, che in diversi dispacci aveva salutato con simpatia l'iniziativa caldeg­giata dal gruppo emiliano-romagnolo, nel suo dispaccio del 18 dicembre mostra di essere alquanto allarmato.
La determinazione presa dalla Consulta di Stato intorno alla pubblicità delle sue deliberazioni viene qua considerata sotto un aspetto assai grave, e tale da poter avere disgustose conseguenze. Infatti sorgerebbero queste indubitatamente se, ricu­sandosi il Governo di acconsentire a detta pubblicità, i Consultori/persistessero, come dimostrano di averne l'intenzione, nel divisamento non soltanto di dimettersi dalla .loro carica, ma di dare alla stampa un rendiconto dello stato dell'amministrazione e delle Finanze dal 1834 al di d'oggi. È tal cosa che a. loro sarebbe ovvia, avendo in mano tutti i necessari documenti paleserebbe al certo troppe turpitudini di fatti e di persone perche non importi assaissimo al Governo d'impedirla. D'altra parte accon­discendendo al voto della Consulta, si teme possa esser questa una concessione da trarre seco non pochi inconvenienti, il maggiore dei quali potrebbe esser forse quello di convalidare l'opinione che si ha da taluni e che scientemente dal partito liberale si vorrebbe far prevalere nelle masse, essere la Consulta di Stato una rappresentanza della nazione nel senso costituzionale.
In questo stato di cose ben difficile sombra dover riuscire la decisione di un punto tanto importante e tuttoché alla stessa abbia a precedere l'avviso del Consiglio dei Ministri, il quale e assai probabile possa pronunciarsi sfavorevole, non perciò è dato il prevedere ohe alla questione di cui si tratta dobba venir meno l'interesse che vi prende 21 pubblico, incitatovi dal partito ultraprogressista.
i) FAHINI, Epistolario, voi. (,. p. 799 (23 dicembre).
~) Yed- in LEUEHMANN, op. eit.t pp, 150151, u; le acute osservazioni del Rossi. Una prova del favose di cui godeva la Confluita è data dalla richiesta della città di Loreto di avete un proprio rappresentante (18 dicembre).