Rassegna storica del Risorgimento

STATO PONTIFICIO
anno <1939>   pagina <1187>
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Nuove ricerclte sugli inizi del Pontificato di Pio IX, ecc. 1187
sarebbe forse stata cosa perfetta, giacché facendo un edificio accanto ad no altro vecchio, convien conservare l'addentellato. La condizione speciale del Paese non permettere che si possa fare una cosa di' getto. Sperare però di aver fatto come meglio ai poteva e confidare nella Provvidenza. In questa aver Egli la sua fiducia e sperare che avrebbe dissipato le nebbie e le nuvole che si vedono addensarsi secondo le notizie che aveva ricevuto negli ultimi giorni e nella mattina stessa .
Voltosi quindi al Sig. Ree chi. deputato della Provincia Ferrarese Ho poi da rallegrarmi particolarmente con Lei perla bella condotta della Citte di Ferrara non solo nel tempo dell'occupazione ma anche negli ultimi momenti dell'evacuazione. Se fosse accaduto qualche parziale disordine* qualche reazione non sarebbe stato da meravigliare. Ma la condotta da essa tenuta avergli dato una consolazione indicibile . L'autorizzò quindi dietro sua richiesta di partecipare siffatto Sovrano gradimento alla sua città.
Questo discorso di Sua Santità ha prodotto la più favorevole impressione sul­l'animo di tutti i Consultori, e non v'ha dubbio che lo stesso contribuirà a convalidar sempre piò il desiderio che ha la maggiorità della Consulta di agire d'accordo in tutto e per tutto col Sovrano, ben conoscendosi dalla medesima che qualora ciò non avve­nisse, una tale istituzione non potrebbe produrre al certo tutti quei salutari effetti che se ne può sperare. Quanto disse Sua Santità nel sopracitato discorso intorno alle notizie che le erano pervenutela mattina stessa sullo stato delle cose politiche d'Italia, eredo doversi riferire all'occupazione di Modena per porte delle truppe Austriache, nonché alla comunicazione di una nota ufiiciale del Gabinetto di Vienna fatta d'ordine del suo Governo dall' Ambasciatore austriaco all'Eniineu rissimo Segretario di Stato. ')
Ma c'era realmente questa volontà di assecondare sul serio l'opera della Consulta? A giudicare dal. ripetersi insistente dei consigli degli osservatori stranieri e dei più. moderati tra i liberali, non sembra che il Papa desiderasse di appoggiarsi definitivamente a questa istituzione.2) Per il d'Azeglio e gli uomini che la pensavano come lui, essa restava ancora la clef de voùte della situazione e c'era da sperar bene dalla sua moderazione e fermezza. Ma questo corps intermedi aire quale compito doveva realmente assumere per essere ce qu'elle doit ètre ? Anche per l'autore degli Ultimi Casi, la Consulta doveva diventare une puissance réelle et corame une représentation de la uation-Che era proprio quello che il Papa non voleva, come apparve dalle voci corse durante l'ultima fase della discussione sul regolamento interno, in. cui la Consulta tentò manifestamente di avvicinarsi sempre più al tipo di una assemblea deliberante.a) Ed anche nella grande
i) Pareto, 30 dicembre, in Ardi. St. Torino, e. s.
2) Oltre ai ben noti consigli del Rossi, vedi quello die diceva lord Minto al Papa, in N. BIANCHI, Storia documentata, ecc., voi. V, p. 84. Vedi anche FAVINI, Stato romano, voi. X, pp. 323-324, e l'art, del Montanari, cit. dal WOU.EMBOIIG, op. cit., p. 550.
3) D'Azeglio al Doubet, 5 gennaio 1848, in ti. RENDIJ, L'Italie de 1847 ò 1865, Parigi, Didier, 1867, pp. 29-30. Ved. più oltre i verbali della 6", 7 e 8a seduta, in cui venne condotta a termine la discussione sul regolamento, e in modo particolare Io scontro MinghetriMastaiAntone-Ili della 5*.