Rassegna storica del Risorgimento

STATO PONTIFICIO
anno <1939>   pagina <1209>
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Nuove ricerche sugli inizi del Pontificato dì Pio IX, ecc. 1209
non dovesse mai la Consulta conoscete neppure indirettamente quale aia il parete o il desiderio dei Principe sulle cose che le sono date a deliberare. Imperocché avendo soltanto un voto consultivo che il Principe può non sanzionare, doveva tanto più esser vergine di ogni esterna influenza nelle sue deliberazioni; e la notizia di che si parla le toglierebbe al contrario ogni potere ed ogni dignità. Essere i Consultori respon­sabili verso il Sovrano, e verso il paese, e non potere rispondere alla fiducia dell'uno, e dell'altro se non serbando in ogni caso quella intiera libertà di voto che da entrambi e richiesta. ')
Il Sig. Conte Pasolini ha mosso dubio che la stampa dei Processi verbali esprimenti i nomi, e le opinioni possano indurre a tacere non già i Consultori presenti verso i quali professa tutta la stima, ma forse i futuri per timore della pubblicità, che esso d'altronde vuole e considera come vitale, e come dovere e diritto della Consulta.
Sembra al Sig. Avvocato De Rossi che se non pud dubitarsi dei Consultori presenti sarà molto meno a.temersi per l'avvenire, senza far conto in ogni caso di un minimo numero.
Il Sig. Avvocato Benedetti ha opinato che in luogo di pubblicare i processi verbali potessero portarsi volta per volta le deliberazioni della Consulta.
Messa dopo ciò in deliberazione la mozione del Sig. Avvocato Vannutelli è stata esclusa con maggioranza di 22 voti contrarj, e due favorevoli.
Posta a partito la ammenda del Sig. Conte Mastai è stata parimenti esclusa con voti 17 contrarj e 7 favorevoli.
In fine è stata ammessa la ammenda dell'articolo 66 con voti favorevoli 16 ed otto contrarj ne' seguenti termini: Le deliberazioni motivate della Consulta saranno rese di pubblica ragione per le stampe.2)
La sessione ha avuto termine a 4 ore pomeridiane con la prece di rendimento di grazie e verrà proseguita nel giorno di Lunedi prossimo all'ora solita.
D; Di tutta questa importante discussione dava ampia notizia il d'Azeglio al Rendn pochi giorni dopo (19 dicembre): Depuis votre départ de Rome, la Consulte a eu plusieurs réunions; la plus importante a eu Iieu samedi 11 courant; on a discutè la question de la pub licite de ses actes; c'est la grosse affaire. Le comte Luigi Mastai, ueveu du pape, a dit que, dans sa pensée, la Consulte étatt une insti tution analogue à votre conseil d'Èta t, et que, livrer ses délibérations au public, c'était altérer son caractère. Lauri a xépondu qu'une telle assimila tio a était inexacte: une représentation consultative du pays est fort au-dessus du conseil d'Ètat, delegaciou pure et simple du pouvoir. Alora le comte Mastai s'est tourné vers le cardinal Antonelli, qui prèside, cornate vous savez, et lui a xappelé une conversation qu'il a vai t eoe, disait~.il, avec le pape* en présence de Minghetti et quelques autres. Mughetti a aussitdt fait obser-ver qu'une conversation n'était pas un élément officici de discussioni et a exprùné le regret qu'on eut prétendu pesor sur les délibérations de la Consulto en y faisant intervenir, sana une volente formelle de sa part, l'opinion présumée du Saint-Pére. Le cardinal a appronvé Ics parole de Minghetti, ot la Consulte, a la majorité de 21 voix contro 4 (su), a vote pour la p ublicité. Cela n'est pas aans importance. La Consulte est appeléc à joucr un trfls grand rdle dans ics affaires romaincs.
?3 Si veda come il Pareto comunicava a Torino l'avvenuta votazione (A. S. T., Lettere Ministri! Roma, 13 dicembre 1847):
...La questione della pubblicità degli atti della Consulta di Stato, sebbene abbia incontrato nello seduta di sabato ultimo una forte opposizione da parto di alcuni Consultori i quali secondarono in questa circostanza le intenzioni del Governo,
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