Rassegna storica del Risorgimento

STATO PONTIFICIO
anno <1939>   pagina <1216>
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1216 Alberto M. Ghisalberti
Per ciò che riguarda l'impianto degli ufficj ed il numero degli impiegati occorrenti l'È tino Sig. Cardinale Presidente, ed i quattro Presidenti delle Sezioni se ne occuperanno prendendo cognizione dell'attuale ruolo nominativo.
Il Sig. Avvocato Gioii ha in seguito mosso discorso sulle varie petizioni che i Con­sultori ricevono dalle Provincie, e se le medesime siano da presentarsi alla Consulta generale.
Sembra al Sig. Lauri che non sia luogo a parlarne nel regolamento ritenendo che se le istanze si riferiscono ad affari di competenza possano i Signori Consultori trasmet­terle o ai rispettivi Presidenti, o alla Consulta generale.
L*E.mo Presidente ha significato di essersi attenuto a questo metodo per vario dimando inoltrato a Lui riguardanti all'ari della Consulta, e per altre estranee di averne fatto l'invio ai Dicasteri a cui potevano appartenere. Potersi se i Signori Consultori di Stato lo avessero creduto opportuno continuare la osservanza del metodo rimettendo le une ai Presidenti delle Sezioni, trasmettendo le altre al Presidente della Consulta.
Piacerebbe però al Sig. Avvocato De Bossi che i Consultori fossero esonerati dal giudicare sul destino delle istanze, e che si avesse piuttosto a far conoscere alle Provincie il sistema cho si avesse a tenere.
Ha dubitato il Sig. Becchi che potesse con ciò aprirsi adito maggiore a petizioni di particolari interessi.
Ha opinato il Sig. Conte Mastai che le istanze particolari non si dovrebbero atten­dere, che quelle sole provenienti dai Consigli comunali e provinciali avessero corso.
Il Sig. Aw. Benedetti ha in conseguenza di ciò progettato l'articolo seguente: Le petizioni riguardanti gli interessi individuali non potranno proporsi o alla Consulta generale, o alle Sezioni da alcuno dei Consultori .
Essendosi posto in deliberazione se il presente articolo dovesse per l'osservanza della massima essere compreso nel regolamento, si è risoluto che non debba farne parte a maggioranza di dieciannove voti contro cinque, bastando che ne sia fatta menzione nel processo verbale.
Dopo di ciò il Sig. Lauri Segretario della sezione che ha formato il regolamento ha tenuto proposito delle avvertenze occorse durante Pesame del medesimo, e di cui fu la sezione incaricata di prendere nota.
Quindi ha progettato l'aggiunta dei seguenti articoli: <c La discussione di tuta proposta si divide in generale e particolare. La discussione generale riguarda l'insieme di una proposta, e si chiude col mandare a partito se la medesima sia a prendersi ad esame dei divergi articoli, ovvero sia da rigettarsi. La discussione particolare poi verte sopra i singoli articoli della proposta e s'introduce successivamente per ognuno di essi, o per quelle aggiunte o riforme che possono essere progettate.
Ammesso l'articolo ad unanimità di voti. ,
Quando più di una riforma viene progettata per modificare o cangiare comunque il senso di un articolo, deve essere ciascuna discussa e successivamente mandata a partito incominciando da quella che più si allontana dal concetto dell'articolo primitivo, avvertendo che l'adozione dell'una esclude la votazione delle oltre .
Essendo nato disparere se quante sono le riforme di un articolo si dovessero tutte mandare a partito, se si dovesse incominciare da quella che più si avvicina, o invece da quella che pia si allontana dall'articolo per maggiore brevità, il Sig* Avvocato Vannu-telii ritenendo non a bastanza chiarita la questione ha opinato che fosse da differirsi. Per altro il Consesso ha deciso che fosBO da risolversi, con maggioranza di quattordici voti sopra nove contrari, essendosi astenuto dal votare il predetto Sig. Avvocato. Quindi