Rassegna storica del Risorgimento

BERSEZIO VITTORIO
anno <1939>   pagina <1247>
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VARIETÀ, APPUNTI E NOTIZIE
LETTERE INEDITE DI VITTORIO BERSEZIO
Vittorio Bersczio, mente versatile e pronta, trattò torti i generi di letteratura, il dramma, la novella e la critica, e perciò molte cose che gli uscirono dalla penna rivelano la rapidità con la quale furono pensate e scritte. Egli acquistò una splen­dida fama a forza di pazienza e d'ingegno, di lavoro e di zelo. Cosi rettamente Pompeo G. Molmenti nelle sue Nuovo Impressioni Letterarie.
H Mazzoni ne L'Ottocento, in parte del suo giudizio come al solito equanime, lamenta che il Bersezio proseggi a dirotto sino all'estremo; lo stesso Bersczio nella cara nota autobiografica Le prime armi che fa parte di // primo passo (Roma, Domenica Letteraria, 1882) di sé diceva argutamente: Sopravvenne la guerra. Non era più il tempo di pensare uè a commedie, nò a romanzi, né ad articoli dì giornale. Presi il fucile anch'io e partii. Le palle austriache vollero conservare all'Italia che non ne aveva bisogno, un cattivo scrittore di più.
Dopo aver narrata la vita attiva dell'uomo e del patriotta nella monografia su Vittorio Bersezio (Cuneo tip. prov, 6. Marenco, 1911, su cui v. U Risorgimento Italiano, anno V, fase. 5, pp. 744-747) Maria Mattalia studia l'uomo nelle sue qualità peculiari, nella squisita bontà dell'anima, nella dolcezza del carattere, nel­l'affetto per la famiglia e per i giovani, che nutd sempre grandissimo; e nell'ultima parte del suo studio, cui dà maggiore sviluppo, esamina panatamente l'opera varia e molteplice dello scrittore.
Ma non è data parte adeguata al Bersezio critico, e all'uopo bisognerebbe racco­gliere materiale adatto, spigolando diligentemente nel suo sincero epistolario pur troppo ignorato e nei parecchi giornali di cui fu collaboratore e più nella Gancetto Ufficiale della cui parte letteraria accettò la direzione, quando fu costretto a doman­dare alla penna i mezzi di sostentamento.
Nel 1863 il Bersezio contrasse amicizia col letterato e patriotta di Filottrano (Ancona) Filippo Barattani, autore di troppi lavori drammatici e di parecchie opere di poesia. 1J Destò interesse la sua cantica in terza rima // viaggio dello spirito (è lo spirito dell'Alfieri ridesto dalla tomba) nella quale è una felice imitazione dell'Ali­ghieri. 11 Bersezio se ne occupò assai favorevolmente, nonostante il verso duro, nell'Appendice del n. 102 della Gazzetta Ufficiale del Regno, Torino, 29 aprile 1863.
H più forte lavoro drammatico del Barattani è I legati dì Clemente VII (1877) proibito per alquanto, tempo dallo censura e assai lodato dal Carducci, da F. Martini da T. Ghepardi del Testa, ecc. L'argomento, tolto dalle Storie Fiorentine di B. Varchi, riguarda l'inganno con cui Clemente VH nel settembre 1532 pigliò e sottomise alla Sedia Apostolica la città di Ancona.
Il Barattani nel palazzo avito di Filottrano lasciò una biblioteca piena di opere teatrali e ricca di ritratti di illustri; contò cospicue amicizie ed ebbe con gli uomini più rappresentativi del suo tempo una copiosa interessante corrispondenza da cui trassi le forbite e garbate lettere che con lui scambiò Vittorio Bersezio.
*) Del Barattani già mi occupai nella Nuova Antologia, 1 febbraio 1929 e nella Rassegna Storica del Risorgimento, dicembre 1932. Sul Bersczio v, IDA BACCINI, La mie vita, p. 165.