Rassegna storica del Risorgimento
BERSEZIO VITTORIO
anno
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1939
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pagina
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1249
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Lettere inedite di Vittorio Bersezio 1249
e non no tengo copia; le altre scritte in dialetto e rappresentate con felicissimo successo sotto il nome di Carlo Nugelli dalla Compagnia Piemontese di qui, non sono stampate ed ancorché fossero, non sarebbero pel barbaro idioma comprensibili dalla S. V.
Le manderò alcuno dei miei volumi o novelle o romanzi die ho stampato dal 1855 in qua pregandola di accoglierlo come un vero omaggio di considerazione; ma ciò quando ne avran stampale alcune copie quei benedetti editori che me le inviano con un'avarizia indecorosa.
La saluto di cuore, le mando una stretta di mano ideale e mi dico
Suo aff.mo Vittorio Bersezio.,
* * *
Torino, 2 Agosto 1863. Caro Amico,
Vi mando con questa mia il numero della Gazzetta che desiderate, e con 'esso mille e mille amichevoli cose ed augurii e saluti.
Gli ingegni, come gli animi, come le persone hanno un effluvio, per così dire, un essere tutto loro particolare che li fa simpatici o meno a chi li venga a conoscere. Il vostro ingegno dai vostri versi, Vanimo delle vostre lettere furono a me simpaticissimi; non dubito che conoscendovi poi di persona e da vicino, anche il vostro voi materiale non abbia ad esserlo del pari.
Affretto quindi col desiderio il tempo che potrò vedervi, ;e intanto vi prego a non dimenticarmi ed a volermi anzi un po' di bene.
Siate paziente e perseverante nei vostri lavori e nelle prove che troverete forse peggiori ancora di quelle che già avete trovate nel vostro cammino.
In Italia oggidì, noi scrittori, di qualunque razza siamo, abbiamo un gran nemico da combattere, che è l'indifferenza del pubblico. Chi legge oggidì? Chi dà importanza agli studi letterari ed ai portati dell'ingegno? Nessuno.
Vi ha poi una turba di scrittorelli che abbaia alle calcagna di tutti quelli che si distinguono un poco, e fanno tanto chiasso che chi vi è assalito crede poco meno di trovare la riprovazione universale, e se ne sgomenta.
Conviene crollar le spalle al latrare di questi botoli, e colla perseveranza domare a poco a poco V indifferenza della gente.
E ancorché non' si arrivi a sì felice risultato, almeno si faccia il nostro possibile; si avrà la sicurezza, di non aver lasciati inoperosi i nostri mezzi e pazienza il resto,
Vepoca propizia per la letteratura in Italia verrà fra tant'anni; forse più. Noi non siamo che miseri tronmezzi a tener Vaddentellato tra il passato e Vavvenire. Gli uomini ci opprimono e la tradizione letteraria farà di noi poveretti un ponte per passare ai lìti fioriti delle glorie future.
Addio amico mio. Statevi bene e credetemi
tutto vostro Vittorio Bersezio.
Mirabile tutta questa lettera per le considerazioni assennate e per lo siile forbito, specie nella chiusa patriotticamente profetica.
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