Rassegna storica del Risorgimento

BERSEZIO VITTORIO
anno <1939>   pagina <1251>
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Cose a posto 1251
COSE A POSTO
Un deplorevole e impensabile incidente ila fatto sì che nel fascicolo di luglio di quest'anno l'articolo Cesare Balbo al servìzio di Napoleone (pp. 857-864) apparisse con la firma del signor Enrico Croci, del quale la Rassegna stessa aveva pubblicato pre­cedentemente l'articolo Una lettera inedita di G. Garibaldi indirizzata a Luigi Ghinosi. La buona fede della .Rivista è stata sorpresa, come appare dalla seguente lettera indi­rizzata dal Segretario del Comitato di Bergamo del Regio Istituto perla Storia del Risorgimento Italiano:
Bergamo, 18 settembre 1939-XVII. - Speli. Direzione. A pagina 857 del numero della Rassegna pervenutomi in questi giorni leggo con molto stupore uno studio su Cesare Balbo al servizio di Napoleone a firma ENRICO CBOCI che non è altro che la riprodu­zione tale e quale., dalla prima parola all'ultima, titolo compreso, del capitolo terzo della dissertazione di Laurea su Cesare Balbo. La formazione e le linee fondamentali del suo pensiero storico e politico da me presentata e discussa presso la Facoltà di Lettere della R. Università di Pavia U 20 novembre 19B-XII. Sólo è stato soppresso il primo periodo che serviva di collegamento al capitolo precedente. Poiché si tratta di uno studio che mi è costato anni di lavoro e che non solo non ho dimenticato, ma ancor oggi continuo ad approfondire, nell'intento di preparare una monografia completa sul Balbo, mi affretto a denunziare la cosa, tanto più che altri squarci di esso, sempre a firma ENRICO CROCI, sono apparsi anche sul Meridiano di Roma. (Cfr. i numeri del 18 giugno, del 13 agosto, del 3 settembre XVII). E perchè possiate farvi un'idea esatta delVintraprendenssa del sin­golare studioso. Vi allego a parte, fedelissimamente trascritta, copia del capitolo del mio lavoro. Evidentemente il signor Croci deve avere urgente bisogno di titoli se non ha avuto tempo neppure di correggere gli errori materiali di trascrizione, altrimenti non si spiegherebbe come un competente di studi balbiani e, nel caso, napoleonici, possa preporre un articolo femminile (alla) al nome di un generale (Radct, p. 859, terz'ultima linea), mentre quello di un altro, il Bertrand, viene ridotto a Betrand (p. 861, sestultima linea). Di queste inesattezze posso assicurarvi che non ha nessuna colpa il diligentissimo proto della Rassegna (e Voi che avete il manoscritto del Croci potete confermare e... ammirare) perchè esse sono tali e quali nelle copie originali della mia tesi di laurea insieme con gli impieghi pochi graditi di p. 862, linea 27. Lo stesso dicasi per Malajaroslawitz al posto c/i Malajaroslawctz (/>, 863. linea 19). Così ancora mi faccio un dovere di assumere la pater­nità dello svarione di p. 858 (linee 78) dove si presenta come verso dantesco una evidente reminiscenza del primo verso del Canzoniere del Petrarca ( quand'eri in parte altr'uom da quel che or sei), e solo mi spiace die, rispetto a me, il mio diligente ma sfortunato editore si sia trovato in condizione di inferiorità, non avendo potuto evidentemente valersi della correzione fatta invece a me dal prof. Ireneo Sanesi in seda di discussione di laurea. Veramente, dove l'errore era troppo evidente, qualche tentativo di correzione non è mancato, ma non è stato molto felice: l'originale in nobile gare è diventato in nobili gare, mentre sarebbe stato tanto più naturale: in nobile gara di emulazione, ecc. (p. 858 sestul­tima linea); troppo scrupoli è diventato troppo, scrupolo, mentre logicamente doveva essere troppi scrupoli (p. 861, linee 2021). Significativa poi è la disinvoltura con cui vengono trascritte le note che si richiamano ad opere precedentemente citate per esteso in pagine non pubblicate del mio studio, che il Croci dà senz'altro come conosciute. Mi limito a rimandare a p. 859, n. 3, a specialmente a p. 868. n. 2. Ma la cosa non deve far meraviglia perchè nel testo stesso non manca neppure un come abbiamo visto che, per chi conosce solamente il brano pubblicato, riesco ugualmente ingiustificato. Del resto il lettore normale avrebbe tutti i diritti di sapere qualche cosa di più preciso anche sulla Accademia dei Concordi a sul Vidua, più volte ricordati, e che, so non è uno specialista, non ha nessun obbligo di conoscere, specie il secondo; né la cosa sarebbe stata molto difficile, solo che il Croci si fosse curato di scorrere le notizie date in proposito nel precedente capitolo del mio lavoro, che evidentemente deve avere molto a portata di mano: mail tempo è troppo prezioso per certi