Rassegna storica del Risorgimento

BERSEZIO VITTORIO
anno <1939>   pagina <1253>
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LIBRI E PERIODICI
GIOACCHINO VOLPE, Storia della Corsica italiana; Milano, Istituto per gli Studi di politica intemazionale, 1939XVn, in 8, pp. 294.
Nella storiografia francese relativa alla Corsica, due affermazioni ricorrono con certa.insistenza, dovute a scrittori di: politica e di storia anche autorevoli, come lo Hano-taux: anzitutto che risola, dalla metà del secolo XVI in poi, si eresse fieramente contro Genova e non quietò, se non quando, dopo essere stata in armi per oltre un quaranten­nio, passò alla Francia: poi che dopo ccntosettanta anni di dominio francese, è divenuta francese nella vii a. nella cultura, nel costume, ai sente e vuol essere lealmente e patriot­ticamente francese. Premesse, per concludere che la Corsica è perduta per la nazione italiana.
Queste affermazioni sono smentite in pieno dalla Storia della Corsica italiana di. Gioacchino Volpe, pubblicata dall' Istituto" per gli studi di politica internazionale, il milanese istituto, giovane di anni, ma salito già in buona e meritata fama.
Comprende cinque saggi venuti fuori in occasioni e tempi diversi, ma collegati tutti da un filo unico. Di essi alcuni riappaiono immutati, altri sono stati arricchiti o addirittura rifatti. U volume ci offre una visione nuova della storia di Corsica; non polemica, ma emersa dal ricchissimo materiale documentario riguardante comunque l'isola, esplorato dal Volpe e, a sua iniziativa, da una fitta schiera di studiosi negli archivi, nei musei e nelle biblioteche pubbliche e primate soprattutto di Genova e, poi anche di Bastia, Cagliari. Livorno, Pisa. Roma, Napoli, di Parigi, Lione, Londra, Bruxelles e di non so quanti altri archivi d'Italia e d'Europa, E una storia di Corsica non pisana o genovese o francese o semplice elemento dell'equilibrio mediterraneo nel cerchio d'una o d'altra potenza anelante ad affermarsi in quel mare, ma di una Corsica essenzialmente italiana nel senso che questa parola potè avere avanti il nazionale nostro risorgimento e dopo. Per tale storica ricostruzione, è stato spremuto tutto quanto potevano offrire non solo i documenti ufficiali, i carteggi di funzionari, le istruzioni e relazioni diplomatiche, ma anche leggende, poesie popolari, costumanze, processi, ricordi e memorie di privati, iscrizioni, carte geografiche, tutti insomma i documenti che servano a chiarire gli aspetti più interessanti della vita e della storia.
Nelle prime novanta pagine del volume, il maestro ci offre un profilo rapido, ma chiaro, profondamente pensato e meditato, rielaborazione sapiente di parecchi secoli di storia non solo dell'isola, ma anche degli Stati che la governarono o contesero pel .dominio di essa e del suo mare. Quelle pagine, cui danno ricchezza di colorito e di precisazione le altro quattro parti del volume, offrono la rappresentazione, spesso drammatica, della Corsica quale fu nella realtà: nelle contraddizioni del suo popolo eroico e manchevole insieme, nei suoi ardimenti e nelle sue depressioni, nel grigiore dello. sua vita quotidiana disordinata e tinta di sangue fraterno, e nelle esaltazioni delle ore decisive, nelle sue necessità perenni ed in quello che -fecero e non fecero i suoi governi, nella povertà della sua terra aspra impervia malarica, e nell'importanza grande con feritale soprattutto dalla posizione geografica che la rese oggetto di appetiti e pedina ne) giuoco delle potenze europee. In tale quadro, ampio e luminoso nelle linee' maestre preciso e vivace nei particolari, sono visti e studiati nello loro indiscindibile interdi-pendenza la terra e l'uomo, il popolo e i governi, la vita economica e la cultura, l'isola e il Mediterraneo., la costituzione interna e i rapporti con l'estero. Spesso di su le folle e sui volghi senza nomo e senza volto, sulla turba indocile di signori e signorotti feudali mossi da odi di parte, su tra mondo che intendeva soltanto interessi particolaristici di famiglie e di campanile, emergono alte figure di combattenti e di. politici, massima fra