Rassegna storica del Risorgimento
BERSEZIO VITTORIO
anno
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1939
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pagina
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1255
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Libri e periodici 1255
orecchie troppo sorde di storiografi e di politici di Oltralpe. Basti ricordare la lotta a tutto quartiere contro banditi e contro pirati infestanti le coste e le campagne; basti accennare ai piani di ripopolamento, di colonizzatone e di difesa di terre abbandonate, per la coi attuazione il Banco di S. Giorgio inviò nella prima metà del '500 commissioni di studio, stanziò fondi ed erogò premi per case e torri, per sussidi agrari a beneficio di Liguri e di Corsi ohe vi si fissassero: iniziative che, quando altro manchi, documentano che Genova non solo non ignorò i massimi problemi! dell'isola, ma pose aneli e mente e dette i mezzi per convenientemente affrontarli.
Genova fu, per lungo ordine di secoli, tramite della Corsica con l'Italia e col mondo. Migliaia di Corsi muovevano ogni anno verso Genova, verso il pisano, il senese, il Patrimonio, verso Roma: agricoltori, commercianti, soldati, pescatori di corallo e di spugne, finanche pirati.
Ma il tradizionale orientamento verso l'Italia fu interrotto, a metà del sec. XVI. dai moti che prendono nome da Sampiero. Non pochi Corsi volsero allora gli occhi non più ad Aragona che a lungo aveva tempestato alle porte di Corsica, o alla Spagna, alleata di Genova, ma alla Francia di Enrico II, alleata dei Turchi, in lotta aperta con la Spagna per il dominio del Mediterraneo, e perciò bisognosa di appoggi nella penisola e di basi navali. Gli avvenimenti politicomilitari, di cui allora fu teatro la Corsica, posero questa sul piano europeo: l'isola inquieta fu offerta dai ribelli al Re francese, a Cosimo dei Medici che aveva una flotta da lui creata, ambizioni e qualche vecchio titolo da far valere quale padrone di Pisa, ad Emanuele Filiberto che poteva guadagnare con la Corsica il titolo regio. Ma Enrico II che aveva lavorato ad accentuare il distacco della Corsica da Genova, dovè, a CateauCambrésis piegare il capo; Filippo II, impedi che la Corsica si avvicinasse alla Toscana. E Genova, rimasta nell'isola, potè ristabilire la pace. Pace durata circa un secolo e mezzo, e benefica, come si può ora col Volpe sicuramente affermare, correggendo il vecchio giudizio, polemico anziché storico, che presentava Genova oscurantista e causa di tutte le miserie isolane. Che, infatti, la Repubblica, anche allora, migliorò l'ordine pubblico, soppresse ogni avanzo di giurisdizione feudale, unificò le leggi civili e criminali che i Corsi vollero mantenere anche quando passarono alla Francia; costruì una cintura di torri litoranee contro i Barbareschi, come faceva la Spagna nel Viceregno di Napoli e Sicilia, riprese in pieno il programma agrario del Banco, interrotto dall'insurrezione di Sampiero, con programmi di bonifiche, colonizzazione, popolamento; mandò missionari in Corsica, perchè vi svolgessero opera di assistenza e di pacificazione, correggessero il clero, promuovessero i decreti tridentini, nuovo legame con Roma e V Italia.
Ma tutto questo non bastò a creare nei Corsi incrollabile devozione o legami di leale sudditanza; che rimanevano pur sempre problemi da risolvere, molti dei quali erano superiori alle possibilità dell'isola e d'un corpo politico sul declino come Genova, la cui persistenza era ascritta dai Corsi a malafede del governo genovese. Si accentua-nmo poi gli appetiti della Francia, appena questa potè ricostruire la flotta e rifarsi dalla paralisi da etti era stata colta fra il 500 e il 600 per le lotte interne e di religione. Luigi XTV mentre nel 1684 umiliava Genova concorrente di Marsiglia e murava a capovolgete la situazione politica italiana, accarezzava pure progetti di conquista della Corsica. Nella prima metà del sec. XVII r quel programma di dominio si delineò più chiaramente. E alla fine, lavorando con grande abilità, la Francia riuscì ad ottenere l'isola, accortamente giovandosi di un complesso di eccezionali circostanze favorevoli, sorprendendo alcune potenze europee ed eliminandone altre.
Storia in gran parte nota, nelle linee generali e nella conclusione. Ma chi vuol capire i motivi profondi della politica francese e genovese ed intendere come la piccola Cor* sica divenisse elemento fondamentale e decisivo nella lotta europea pel dominio del Mediterraneo, legga, oltre le brevi e nervose pagine del profilo! l'ampio studio Europa e Mediterraneo nel XVII e nel XVIII secolo. Come la Francia divenne francese, ristampato come parte Bcconda del volume,