Rassegna storica del Risorgimento

BERSEZIO VITTORIO
anno <1939>   pagina <1258>
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1258 lltihri periodici
la funzione della pubblicità si fosse convertita in istrumento di legittimo e biasime­vole profitto, 1 A. dimostra, attraverso una precisa documentazione, che in Pie­monte la prima stampa periodica ebbe segnatamente il merito di aver segnato tappe gloriose nel cammino dell'unità nazionale.
Cercheremo di raccogliere dalle dense pagine di questo pregevole volume le notizie e i giudizi di maggior rilievo.
In Piemonte, come d'altra parte altrove, il giornale vero e proprio fu preceduto da Tm'indefinibile azione preparatoria con funzione informative: notevoli, tra l'altro, le cosidette relazioni o fogli stampati, che contenevano la narrazione di uno o più episodi isolati e particolareggiati, per lo più di carattere bellico.
Il fondatore del più antico giornale a stampa che conosciamo (i Successi del mondo, il cui primo numero usci ili0 febbraio 1645) fu Pietro Antonio Socini. Vissuto in tempi difficili, in ambienti ostili, tra diffidenze e avversioni di ogni specie, passò alla poste­rità con un nome infamato, né le ricerche frettolose fatte sinora sull'opera sua sono valse a trarlo dall'ingiusto oblio in cui giacque per tanti anni. Il Jovane invece è d'av­viso (e ne dà prove irrefragabili) che il Socini fu il precursore dei più alti attributi del giornalismo, consapevole di una missione che va oltre l'appagamento della comune curiosità. La coscienza della nuova arte si rivela in ogni numero della raccolta del suo giornale, nella quale egli diffida in tutti i casi i suoi lettori dal prestar fede ai si dice . e alle narrazioni esagerate.
Bel lungi dal comporre fogli clandestini, i quali avrebbero turbato il suo orgoglio e profanata la nobiltà della professione, il Socini stabilisce invece un'antitesi ben netta tra la stampa, funzione ormai aristocratica, e i fogli a mano; alle notizie di questi oppone l'incertezza e l'arbitrio delle fonti; alle anticipazioni sollecite, da essi ostentate, rivolge l'accusa di falsità. In ogni occasione, poi, trova maniera di esprimere, anche di sfuggita, una sua opinione che, compatìbilmente con la natura oggettiva del gior­nale, talora è latente, talora è apertamente e coraggiosamente espressa, anche solo mediante un inciso o un avverbio od un'esclamazione. Il Socini preannunzia in tal modo i tempi futuri, nei quali il giornalista s'immerge negli avvenimenti più tempe­stosi per identificarne le occulte ragioni, per presagirne gli effetti e per informarne il pubblico con comprensione di fatti e con precisione di particolari.
Il contesto e l'organizzazione del giornale sono indici di tale maturazione d'idee da lasciar desumere che i Successi del mondo non siano stati il primo giornale a stampa di Torino e che siano stati preceduti da altro giornale non pervenuto a noi: difatti 3 nome stesso dato al giornale e la tecnica di esso, sulla quale a lungo s'intrattiene FA., rappresentano di già una percezione esatta del concetto di pubblicità, che non può certamente riferirsi ad un'attività soltanto iniziale.
Soprattutto dobbiamo alla diligenza e allo spirito critico1 del gazzettiere di Torino se ci sono pervenute notizie sicure sui più grandi avvenimenti dell'epoca, che fu uno dei periodi più agitati della vita politica europea.
Sul giornale, ad esempio, sono riportate lunghe relazioni intorno all'emozionante processo del re Cario I Stuart, nel quale culminò la rivoluzione inglese, anticipo di quella francese, ambedue potenziate e valorizzate dalle due grandi figure della storia, Croni weli e Napoleone. Arapi resoconti sono riferiti su di un altro gravissimo processo, il processo Fuchet, a cui il Socini prende interesse attivissimo, e di cui commenta tutti gli episodi, offrendo preziosi punti di riferimento alla verità storica.
In ogni numero, poi, sono largamente riprodotti gli avvenimenti francesi, e le notizie francesi sono tante e cosi complete che noi siamo messi in grado di conoscere la vita pubblica del grande paese in quell'epoca, i profili degli uomini più illustri in tutti i campi, e soprattutto la decisiva influenza esercitata in tutta la vita nazionale dal Re Sole, al cui regno mettono capo le lontane origini della rivoluzione. Ma spe­cialmente le informazioni ohe riguardano l'Italia attirano la nostra attenzione. In particolare troviamo nel giornale alcune brevi note, le quali danno l'impressione die,