Rassegna storica del Risorgimento

BERSEZIO VITTORIO
anno <1939>   pagina <1259>
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Libri e periodici Ì259
mentre i potenti stati confinali si contendevano ogni giorno la rispettiva influenza nella Penisola, divisa politicamente e priva di coscienza nazionale, sia balenata al Socini, forse occasionale e solitaria, la percezione dell'unità e della fratellanza dei popoli italici.
Dal 1724 sino al 1780, anno in cui comparve il Giornate di Torino e provincia, per un periodo cioè di oltre un secolo, continuarono a Torino a pubblicarsi giornali di cui il Jovane ha riscontrato l'esistenza sino ad ora negata, ma sui quali non c'intratte­niamo, perchè di ciascuno fu assai effimera la vita.
Il Giornale di Torino* pubblicato contemporaneamente e con l'istesso testo in ita­liano e in francese, si occupò di argomenti vari, ma non sorse con alcuna finalità poli­tica, molto meno di propaganda di un qualunque ideale sociale: mutò anche spesso di nome senza mutare le intime caratteristiche; nel 1787 assunse un carattere ufficiale, perchè iniziò, anche con supplementi, la pubblicazione di editti, di manifesti camerali, di promozioni in ogni amministrazione, del movimento delle guarnigioni e dello stato delle truppe, di atti ufficiali in genere.
Col gennaio del 1793 prende il nome di Giornale di Torino e notizie particolari: esso diventa il giornale perfettamente politico a otto pagine, cosa rarissima in quei tempi. La disponibilità del formato è talmente ampia da consentire lunghissimi reso­conti esteri e da raggiungere ima perfezione di pubblicità che fa onore allo Stato cui appartenne.
Col numero sette, il 23 gennaio dello stesso anno cambia il titolo in Gazzetta di Torino e notizie particolari, titolo che rimane immutato sino al 31 dicembre 1797. Restano anche immutate le caratteristiche; ma cambia l'indirizzo del giornale, il quale enuncia un programma prettamente politico, dichiarando, nell'avviso al pubblico, di voler meritare gli auspici generosi della dominante per mezzo delle notizie più impor­tanti che Io stato politico di Europa somministra . Il giornale è completamente uffi­ciale. Vi troviamo a pagina 559 la patente regia, della concessione del privilegio priva­tivo allo stampatore Gio. Antonio Masserano, prezioso e raro documento, che prova la funzione eminentemente pubblica della stampa in questo periodo. Nella stessa pro­gredita Inghilterra le tracce di una consimile gazzetta non si riscontrano che tre anni dopo. Data questa officialità, che conferisce prestigio e Sicurezza al giornale, non vi troviamo più le costanti e poco simpatiche raccomandazioni del gazzettiere per pagare l'abbonamento: egli è sicuro della dominante e dell'appoggio della Casa Beale, e annunzia con ostentata dignità, tra i fregi abbondanti che ne circondano la testata, il preraso di associazione e i giorni della distribuzione. Il titolo è sormontato dalla corona reale, confusa tra i fregi: espressione visibile del privilegio, indicato a grossi caratteri alla fine di ogni numero. La Gazzetta pubblica notizie varie, estrazioni delle numerose lotterìe e del lotto pubblico, il prezzo dei cambi, lo stato delle anime, gli avvisi econo­mici! le notizie scientifiche, leggi, editti, patenti, manifesti: ma la materia, che occupa quasi tutte le pagine, è costituita dalla politica d'Europa e dalle innumerevoli notizie di guerre. La fase più drammatica della Rivoluzione francese vi è riprodotta con tale ricchezza di notizie e di documenti da rappresentare una fonte storica di prim'ordine. Gli eccessi della Convenzione e del Terrore, dall'esecuzione del Re al diritto di inter­vento proclamato a Pilniz, trovano, con i più aspri commenti, un'eco spontanea nel gior­nale, il quale, fedele più ohe mai al principio conservatore, è stretto al suo governo e si batte per l'ordine e per la religione. La stampa si rivela per la prima volta efficace strumento di politica e fa sentire la sua voce segnatamente quando il piccolo e corag­gioso Piemonte si allinea con quasi tutta l'Europa nell'atteggiamento dell' intervento . E il giornale in tutti i numeri esalta il valore della resistenza di Vittorio Amedeo HI, che per quattro anni sa tener testa alle invasioni.
Con la pace di Cherasco del 15 maggio 1796 la Gazzetta di Torino viene liquidata con ordine perentorio alla fine dell'anno, e il 4 gennaio 1797 vede la luce la storica Gazzetta Piemontese, la quale rappresenta la più lontana tradizione italiana dei giornali