Rassegna storica del Risorgimento
BERSEZIO VITTORIO
anno
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1939
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pagina
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1261
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Libri e periodici 1261
all'avversario là sua ferina volontà di dominare il partito democratico a cui suo padre aveva lasciato briglia sciolta . La scoperta fatta dal Monti, nell'archivio Reale, del primo progetto d'armistizio consegnato dal Maresciallo austriaco al parlamentare sardo Cossato, tra le ore 20 e le 20,30 del 23 marzo, e redatto perciò prima della notizia dell'abdicazione di Carlo Alberto (progetto che differisce in più punti sostanziali da quello pubblicato dal McGaw Smyth"; e di cui non è traccia nell'Archivio di Stato di Vienna) assume un'importanza capitale, perchè costituisce il documento base per valutare le affermazioni contenutene! rapporto di Radetzky in data 26 marzo. Dal confronto del primo progetto con il secondo, pubblicato dallo Smyth, e con U testo definitivo effettivamente firmato il 26 marzo, emerge assai chiaramente che Vittorio Emanuele, nelle prime ore gravissime del suo regno, seppe agire con grandissima abilità e nello stesso tempo con audacia singolare, dando prova di uno robusta coscienza civile e di una grande fede nei destini della Patrio. Egli infatti rifiutò l'impegno (impegno sancito nell'articolo 1 del progetto preliminare) di riconoscere come base della pace i trattati del 1815 relativi ai possessi dell'Austria e degli alleati in Italia, ottenne che ai Corpi Lombardi venisse accordata l'amnistia, e pretese che l'inviolabilità dell'armistizio fosse messa in semplice dipendenza dal suo diritto di dichiarare la guerra e fare la pace a norma dell'art. 5 dello Statuto. Modificazioni importanti furono pure apportate, nel secondo progetto, circa l'occupazione di Alessandria e la cessione della città" di Casale, limitata solo più al territorio in raggio della fortezza di Alessandria alla strada di Alessandria fino a Casale.
La scomparsa, tra l'altro, nell'armistizio segnato il 26, della gravissima condizione relativa all'approvazione delle Camere, espressa all'articolo VII del primo progetto, non lascia più nessun dubbio sull'intenzione del nuovo Re di innestare sull'infranta resistenza dell'esercito piemontese a Novara le forze della ripresa nazionale.
Ciò che potè indurre lo Smyth all'inutile sforzo di sfatare la leggenda del Re liberale non è che il riconoscimento da parte di Vittorio Emanuele della necessità' di infrenare i conati dei partiti estremi,.i-quali, nel loro entusiasmo di conseguire l'indipendenza, erano anche disposti a scalzare le basi dello Stato piemontese, che mirava a mettersi a capo del movimento di redenzione.
Resta così accertato che sin dal marzo del 1849 Vittorio Emanuele ebbe la chiara visione di quella che sarà la direttiva di tutta la sua politica, di contenere il moto del risorgimento in una linea di sviluppo dominata dagli ideali, dalle forze, dagli interessi della monarchia. In ciò egli continuò l'opera del padre e in parte dei predecessori, ma vi portò peraltro, come dimostra il Monti in alcune pagine ravvivate da un profondo intuito psicologico, il suo modo particolare di sentire e il suo temperamento, ben diversi dal padre; e cioè un più ricco senso di umanità, un più sano equilibrio, una più solida energia nell'affrontare le difiìcoltà della vita. Aveva assorbito dal padre e dalla madre il sentimento religioso, ma la sua religiosità pur conservandosi sempre sostanziale e sincera in ogni frangente, anche: nei'più difficili, non fu mai cosi assoluta e predominante da soffocare ogni altra manifestazione dello spirito. Fu sempre un credente convintissimo; ma i contrasti più pericolosi e imbarazzanti tra il sentimento religioso e gl'interessi della Patria e della suo1 Casa furano da lui risolti ogni volta con piena sicurezza. La rivelazione* forse più solenne, dell'indipendenza del suo carattere, della' sua volontà ferma, della sua forza d'animo singolarissima egli, la offrirà con la sanzione della legge Sicnardi, quando, sapendo di compiere un atto utile allo Stato, non si lascerà smuovere, benché KU per.miziòsni.. uè dalle minacce del nunzio apostolico né dagli scongiuri e dalle tristi predizioni della madre. E le divergenze dal padre, già palesi sin dal primo inizio delia giovinezza, divennero sempre più marcato con. gli anni: basti accennare .all'interessamento sul campo, per la salute dei soldati, per i loro viveri e per i loro ricoveri, interessamento ohe ai presentava alla coscienza idi Vittorio Emanuele del tutto naturale e spontaneo, mentre nell'animo di Carlo Alberto era causa di una delle solite complicazioni di natura morale e religiosa. Lo Stosso coraggio, assumeva in