Rassegna storica del Risorgimento

COSENZ ENRICO ; MANNO GIUSEPPE ; MINERVINI GIULIO ; SAVARESE RO
anno <1939>   pagina <1285>
immagine non disponibile

Sconi figure dd Risorgimi! nto italiano L28ó
ed ha un tono, insolitamente aspro e violento odia bocca di lai, che .può piegare con io gravi preoccupazioni sorgenti dalla situazione politica napoletana di quei giorni.
Di fronte al procedere vittorioso della impresa garibaldina io Sicilia prossima a passare ani continente il trono di Francesco li vacillava dallo fondamenta; e, certo, mal resistenti e tardivi puntelli erano le troppo rapide e .confuse sostituzioni, nelle cariche di governo, di'uomini invisi con altri meglio accetti ai liberali, e le più o meno spon­tanee concessioni di libertà costituzionali e di amnistie politiche da parte della Corona. Però, se questi provvedimenti potevano ingenerar sospetti, anzi che fiducia, e non ingannare- gli avveduti, non per questo cessavano di destare gravi e fondate preoccupazioni in tutti, specialmente nei profughi, per il timore che potessero essere ben accolti dagli uomini di buona fede, dagli amanti del quieto vivere e dagli sfiduciati dell'esito della lotta ingaggiata per la liberta; e, per ciò, ritardare, se non troncare del tatto, il compimento dei voti di coloro che da un decennio, tra gli orrori delle galere o le miserie degli eilii, andavano propugnando la unificazione dell' Italia. Aggravavano il dubbio .'le notizie di negoziati in corso per una lega tra Napoli e il Piemonte, la quale si temeva avrebbe servito a consolidare sempre più il trono dei Borboni. Non /a mera­viglia dunque, se anche uomini tra i, più moderati ed austeri trasmo­dassero in espressioni d'intemperanza, quali non avrebbero mai ado­perate in altre occasioni. E queste dcU'Imbriani, in una lettera privata, trovano riscontro con quelle usate da Luigi Settembrini nelPùidirisso ai Napoletani del 4 luglio da Firenze, e con quelle del discorso pro­nunziato da Carlo Poerio nella Camera dei Deputati di Torino nella seduta del 29 giugno per proclamare indegna del trono di Napoli quella
reazione. Fa Ministro all'istruzione nell'aprile 1848. In tale qualità fece emanare un decreto col quale ai toglieva ai Vescovi la cura delle scuole primarie, e ri stabiliva in ogni provincia una Commissione incaricata di "provvedere all'educazione del popolo. Con altro Decreto portava la vigilanza laica sopra la parte non religiosa dell'insegna mento dei seminari! vescovili.
Durante il suo lungo e penoso ecUio Wmbriani non ha mai mentito il suo carat­tere, e la sua condotta onesta e dignitosa, tanto dal Iato polìtico, eoe nella sua vita privata. Ha sostenuto e sostiene sempre la necessita di costituire l'Italia una e forte; e l'impossibilità di una transazione Qualunque coi Borboni di Napoli. Di presente è Professore a Pisa per eledone del Governo fToscano, che ha voluta pagare tu tributo sii lode al sapere ed ai sani prineipli di questo martire della violenza borbonica.
Non faccia per ora caso di quant'io le scrivo.
Accolga con la sua degna consorte i miei distinti aiuti, e mi creda
Soo dev.mo serva Paolo Paternostro.