Rassegna storica del Risorgimento

COSENZ ENRICO ; MANNO GIUSEPPE ; MINERVINI GIULIO ; SAVARESE RO
anno <1939>   pagina <1286>
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Nunzia Coppola
Dinastia di spergiuri, e per esortare i napoletani u non fidarsi detl* pKòm'BKse, a non accettare concessioni, nm a prepararti invece a egiri/e Garibaldi e a far V Italia una otto lo scettro di Vittorio Emanuele." Siffatti timori e preoccupazioni appunto con la visione di ffuefla Che sarebbe tata un giorno 1* Italia libera ed una* in una forma assai vivace esprimeva l'Inumani all'amico partente* non ftenxa un mal presso rammarico di non poterlo anche lui fognare verso la terra natia.
li Un'importante scrittura anonima inedita (appartenente 1 Fende Affitti XXXII D. 7 pp. 17-18. nella BILL di Stor. Patria di-Napoli) traoda, ia un quadra abbastanza efficace, le condizioni del Napoletano dalla pace di VUhuraneaatte pnmr veci dell'impre*u Caribaldina, e le speranze le trepid azioni i propositi dei :patriuri meridionali. Mi pare opportuno riportarli! qui. con documento dì mette condizioni­li MS. aon porta nemuna indicazione; nò mi rleace *'.ifoilt- di ttahiUrne con sicurezza la paternità; dev'essere la missiva di qualcuno di quei liberali moderati rimasti nel] Regno pur dopo la bufera della rendane o rientrativi dopo la morta di Ferdinando D; i quali t mantenevano in rapporto con gli esuli rifugiati in Piemonte e in Toscana e tacitamente operavano per preparare il prossimo avyeatt. Probabilmente U destina­tario'ara stato proprio Filippo Agresti, nelle cui carte ri trova.
Ecco in brieve la deaiderata risposto.
La condizione del paese è tale eoe non cord facilmente potrebbe adeguatamente determinarlo: pure ecco Mito opra quello ebe degli uomini sennali prudenti ed ope­ravi se ne pud dire. Lo scoppio detta guerra produsse un gran movimento qui: per sciaguratamente, non ri volendo udire il consiglio dei migliori, si volle fidare fuori ragione nelTauilo francese, e Napoli non co*-*e a Palestro ed a S. Martino. La pace di Vfllafranea produsse un abbattimento grandissimo e quasi una pro*trazk>ne gene­ralmente, come era da aspettare da nomini che per aver troppo sperato, furono troppo aenribibnente sgomenta; lenza ebe è proprio nell'indole di questa gente meridionale, ebr nelTcMltarione e nell'abbaiUmrnto corte atte*tremo rivelando un carattere superlative. Ma piacque a Dio aiutare e conservare il prodigioso movimento deB* Italia del messo; di ebe gli spìriti ri ridestarono, ed a roano a mano comincio a riprender** il coraggio. TI Piccolo Corriera di Napoli operò miracoli: tutte le classi se ne conunosscro. le pn-vincie pio lontane mandavano per averne,. per metterai io relazione cotta Capitale. Fu istituito in Napoli un Comitato di uomini ragguardevoli: cesari Centurioni, fatte Decurie e l'awociazione procede va con moto celere r progressivo, quando sulla mie del settembre, succedendo a Casella il ferocissimo Aiossa nella direrione detta Pettina. il-ror-j in 'inii notte quattordici arresti, e dei primi uomini del paese. Questo urto porta uno scoramento; l'opera co.i bene cominciata ri arrestò ad un tratto} la pubblicazione dal Piccolo Corriere 'interruppe, ed ancora non ri h ripresa, la nobiltà ne restò non paci sconcertata, in brieve l'organiszazione disparve. Si è fra i timori e le speranze passato tutto l'ottobre; nel corso del quale mese la Polizia ba lasciata la nobiltà, e à messe le mani nel ba**o popolo facendo menare in carcero {pia di un centinaio di popolani, e fra gli altri una metà cura dei cosi detti Camorri*', che avremmo potuti aver pronti ad ogni smaniata, e che. lode a Dio! Crono detta gente risoluta per la libertà e pronti] a Mannare';"* a jfiuSi uccidere etnpro che il bisogno il chiede ve. Ora la ooadirione del paese è questa: rotte lodassi contengono gran numero di liberali; nel ceto medio e fra gli artieri ri può quasi contara a dito gli osanancisKfr lui nobiltà Comprende uomini dignitosi, ricchi ed influenti, ma in minoranza: anche la càieririo. sasso s'intende non l'Episcopato, a progredito nei teiùimc.nti liberale riti, fuorebe il Prelismo napoletano. In generale il numero dei liberali A: sanduaimo; tutti sperano, tutti vogliono sapere notisi*, tutti credono a sorti migliori, aspettano lutti Garibaldi. Ma qui è uopo ebe