Rassegna storica del Risorgimento
COSENZ ENRICO ; MANNO GIUSEPPE ; MINERVINI GIULIO ; SAVARESE RO
anno
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1939
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pagina
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1291
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ogni dubbi a) da furet.Che vi sembra di Garibaldi ? non il direbbe ehVgU ** dal minato ? Pio eh il rinvio di In Farina 0 il modo conia il giornale officiale lo annunzia fatto turpe di per e; in momenti di Ubarti, tolto la dittatola di ehi a.** il difensore ed il Palladio e cosa turpissima e l'animo dispone più a diffidenze die a speranze. Sembra che il ig. Magrini stimi sin venato U momento per rifarai innanzi, con gji scritti e l'intrigo, ben inteso, che non ha mei fatto, né farà mai altrimenti. KgB rà disse a Roma, quando gli si chiese il perclaon sì mostrasse qualche volta atte barricate o su* bastioni, e gli addebitammo a viltà'il ingiar di residenza alla prima bombe scoppiata proso il palagio ove Radunavano i Triumviri, Che non onderà confino l'uomo di *pado con l'uomo di penna, e volea persuaderci ch'egli valca e giovava più o almeno altrettanto nel suo scrittoio, di quello che valesse o giovasse Garibaldi ni campo di battaglia. Potrebbe una buona volta il sig. Mozzini cangiar costumr e deposta la penna, impugnate un'arma e fuori da* covi snoi tenebrosi, mostrare si nimico la faccio, In Sicilia oramai il nome del Re non e profferito ed invocato che dal popolò: Garibaldi e Medici non no fan più parola, ne* loro proclami ! Vedeste per caso a tal proposito un erticelo dell'Unita Italiana, non quella che si stampa in Toscana, ma se non erro a Genova ? * ?j?i>i non facciamo (dice presso a poco questo foglio-ribaldo) più conto della corona di'Savoia, di quello che femmo testé di quelle di Toscana, di Modena, di Parma e che faremo in breve di quella d Napoli e del Triregno Romano, tutto debbono ceaer fuse dal fuoco de* cannoni di Garibaldi, per fame quindi una ohi di cui coronare l'Italia. Il rig. Mazzini sarebbe in què,t'opera d'arte Y appaltatore e vorrebbe od oprraio fonditore il C.le' Garibaldi; io spero pel bear dell'liuliu e per la gloria di questi cho non presterà l'opera sua e quanto al rig. Maa-mi; edja suoi -mi auguro non troveranno in alcun sito ricetto, che la Croce Sabauda ne li cuccerà come dicono che cacci e fughi Satana quella del Cristo. -
Io aspetto una lettera da Napoli e secondo Avverrà detto, partirò so sarò stimate in alcuna cosa utiln o capace, o resterò so- non potendo operare a prò* del mio paese, dovessi andare colli solo .per ascoltalo caldissime, ma inutili dissertazioni.
fidiamo in Dio e usila Stella d'Italia. Speriamo èS,sia dato vedere giorni migliar
0 ['] ritornare ut se e fa* scarto da [*j o almeno arrischiare, quanto fin ["] senza stenti e perigli guadng?*!;"). I
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')' Gnta'à noto, Giutcppe'La Farina, fondatore della Società Nazionale. aVevìt favorito caldamente la spedizione dei Mille; e dopo lo prime vittorie di Garibaldi, era accorso in Sicilia, ponendoti consigliere a fianco del Generale. Ma, no po' parchi tuie era il mandato del Cavour, un po' per il suo temperamento invadente, *i atteggi a moderatore del Governo dittatoriale, col proposito di sottrarre il Generale all'inQuenea dei conjdglicri mazziniani ed affrettare la proclamazione dell'annessione dell'isola, che il Garibaldi invece voleva ritardare. Per questo atteggiamento, il Dittatore lo fece in malo modo allontanare dall'isola, lì comunicato sul Giorno!* Officiali di Palermo, coi si allude, davvero grave, diceva: Sabato 7 corrente [luglio] P<* ordine speciale del Dittatore, sono stati allontanati dall'isola nostra i signori Giuseppe La Farina. Giacomo Griscelli e Pasquale Tolti. I signori Grisceui o Tolti còrsi di nascita, son di coloro che trovano modo ad arruolarsi negli uOicj di tutte le polizie del continente.
1 tre cspulki erano in Palermo cospirando contro l'attuale ordine di cose. Il Governo i ano invigila perche la tranquillità non venga menomamente turbala, non poteva tollerare ancora I presenza tra noi di codesti indivìdui tenuti vi con intenzioni colpevoli. La letteratura sull'argomento abbastanza conosciuta o facilmente accessibile.
" [*] Tn questi punti il foglio e lucerò.
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