Rassegna storica del Risorgimento
COSENZ ENRICO ; MANNO GIUSEPPE ; MINERVINI GIULIO ; SAVARESE RO
anno
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1939
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pagina
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1293
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ararci * Jiur* dui RUacgimtntv italiano 1293
Non ti maravigli ore, MI noa hnì ricavato il giornale, che. hn meato il tua aoav "' WIMBJÌO di duratone. Sappi, rlta in qui la Napoli non l'ho avuto finora* e 11 chiesto pio "volta, e comincio a riceverlo da una aetthnana. Pfà parlerò a Bonghi prr ricordarglielo. Degli artìcoli in gettonile aoo si può ewMire contenti: l'indirino e eccellente: ci ara (runiche cova che non piace: non e gran torto: non tutto può riocìr bene. Io non ho neppur letto quelTaxticolo di cui mi porli, lo ho tuttavia il torto di non eMcre andato in Pomìghano a far visita a !.). Rovina: 'I ni che vuoi? non ho un momento di tempo. Salutami Savarcae. Ricordami alla ignora Carlotta, e di* alla Nintt che io lento tutto il valore del saluto MIO. e men timo iomnuimGnt* onorato, e dille che ;.. ramo cOme un padre può amare una figlia. Addio, mio caro Emilio. Anta
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A. Oreone. I
T.1 accennata contrasto tra il Comitato dell'ordine e quello d'azione si andava facnd;o.;;mprc:pitì grave. Un uomo dell'autorità o del prestigio dell'Imbrìam non poteva disinteressarsene né starsene ancora lontano; la sua presenza era reclamata dagtt .amici dell'ordine. Cosi verso la -linci' di' settembre s'imbarcò a Livorno; ma appena giunto a Napoli vi perdette, il 2 ottobre, nell'avita casa di Pomigliano, la figliuola Caterina.
Si inizia, con questa, la lunga serie delle immature perdite dei suoi cari, clic gli straziarono l'animo ininterrottamente sino al termine della sua vitav La lettera, che segue, di "Roberto Savareae, 'contiene un mesto compianto per la morte doDa figlinola dell'amico, non scompagnato da melanconiche considerazioni, conformi al suo temperamento schivo ed austero, sulju condizioni del popolo meridionale.
Dt ROBKOTO SAVASWÒV!
1W. Jt dieembit! 1360. CarÌMÌmi> Emilio;
Ieri mi pervenne la tua degli otto con .le due cambiali. Detti immediatamente il fronccsconc alla mamma di Giannini!, e oggi medesimo ho scritto al Guillaume. Vedi che io non saia poi tanto pigro emanto predicano I miei detrattori.
Tu Airi, che io ho l'animo naturalmente aperto allo mi*crie;eelrumana natura; Se-non swS i irììeSrmrti nò 'Mancherebbero i dolori altrui. Però non potrei né mas*, marti, he dirti intono quando tu adorni con la SICMO tue mani la rustica e nobile tomba della povera Catorbia. Deponi un fiore e dille; Sii libi ferro -ferii anche per toc L'umana fragilità mi fa chiamarla povera, ma dovrei dirla beala. Tu ammiri e noa lodi* io non lodo e non ammiro il creato, ir non in quell'eterno min? in quel per-petuoytonno .flusso, ogni, che eguono al travaglio 5 alla viuìliu frìtti vita. Beato ehi l -- i ~ ~
'1 Rota Inumani, morella di I'. Emilio.
3) Sul Savareae ai veda il beUindmo studio dt E. 0'->:. Della mani*. dell'anima di R.S., Napoli. MDCCQOCVI. e A. Airmorri, Ncoguelfi ed witoriamiì a Napoli', nel voi.; Movimenti contratti per l'unità italiana a cura di L. RUMO, Bari, Laterwi, J930; In particolare, per quel che riguarda il tono accorato e sconsolante di questa lettera, véui l'aeuta analiri dell'anima di Ini nello studio del Cenni pp. 79 sgg.