Rassegna storica del Risorgimento

COSENZ ENRICO ; MANNO GIUSEPPE ; MINERVINI GIULIO ; SAVARESE RO
anno <1939>   pagina <1297>
immagine non disponibile

Scorci' ih'MTf- tM RùtorgimtnMo Uatùnvt 129?
eoo fonw mèmbro del Consiglio Superiore io tn ciegibilea qu**to colpo mi addoloas, quasi ni fa perdere lu ragione. Avrei rinunziato a tatto, aor.be al vitto ed ai posai ebe porto indonno, por avere l'onore di demi in Paria mento, dato il voto odia Leggo ebe cotttiirà l'Italia uno e Nazione;.ór* d'Italia Vittorio Eni m nude. Dopo trent'anni di dolori d'ogni maniera, io mi volevo quest'unica ricompensa, tura sospiravo eho questo, annesto mi e tolto I Piego la fronte o ingoio quest'altra amarÌMÌa>a tra tatto le amarezze mie. Non mi tono commoMO a vedermi la mannaia pendermi ani collo, e mi Milito tritolalo il cnore a ancata riputa: è troppo dura, è troppo straziante per me. Sara debolezza d'animo: e vi confesso ebe in questo non debole. Mi conforta ho ritolta è Citta, e ebe agl'Italiani non mancherà Benno per conservarla.
Intanto io te chiedo un pcrmcMo per andare a Torino. D mio figlinolo mi salve la vita, ed io senza di Ini arci morto nel viaggio per New York;1) orlo nome padre, e eome memore di tanto benefizio debbo pensare a lai, ebo abbia un onesto colloca­mento nella Marina. Vado dunque per togliere le triste prevenzioni ebe sono pane ni suo conto, C per provvedete a Ini. Staro forse un mese per questa faccenda. Se neppure questa mi riesce, se e destinato, come presento, che Io debba esaere etempio di cuore straziato, io da Torino le manderò la mia dimissione dall'uffizio dTspettor generale, e onderò con lui in volontario esilio, a buscarmi un pano nell'ospitale Inghil­terra, dove insegnerò la lingua d'Italia. Senza lavoro non posso vivere; deputato non si può estere con uffizio: anderò dunque altrove. E poi sono cosi stanco, e co-i poco atto olle faccende, che in Italia non ci avrei proprio che fare.
Perdoni questo scrivere cosi scompigliato. Sia certo che io ho per Ica grande
reverenza e grande amore: e mi creda sempre : E - ., .-<<
Suo affezionaussimo
Napoli, 11 marzo 1861. Luigi Settembrini.
[Cor. JVop.].
In tale Dicastero l'Imbriani, continuando, sviluppando e, spesso, avversando l'opera del De Sancii* e del Pizia che ve lo avevano prece­duto, si accinse a un largo riordinamento degli studii universitari e secondari,3) e a nna profonda epurazione nelle scuole e nelle Accademie
tt Allude al romanzesco episodio, di cui fu protagonista il figlinolo'. Raffaele. U quale foce deviare la rotta verso l'Inghilterra albi nave, ingaggiata dal governo borbonico per deportare in America i seasaniasci condannati politici che avevano avuto commutata la pena del carcere con quella dell'esilio perpetuo dal Regno. Esso fu narrato dal Settembrini nello RUordanzt, e nel discorso in morte di C. Poerio. D figliuolo Raffaele poi, che finallora aveva appartenuto alla marina mercantilo inglese, entrò quale ufficiale nella Marina multare Italiana.
2) In rapporto a tabi riordinamento, che 1*1., coadiuvato dal Settembrini, veniva allora operando nella Università, metto conto leggere questa i mportantc lettera del grande matematico F. Padnla a quest'ultimo, concernente la proposto di nomina di alcuni ingegnanti della facoltà di Scienze Matematiche [Sul P. e su gli uh ri professori nominati nella lettera cfr. il eh. voi. di L. Russo, pp. 879 segg.].
ForturiUS. Pinlula a L. StUtmbrìni
Stimaticmo Amico In seguito di quanto abbiamo detto stamattina, ed avendo saputo che il Conn* gb'er della Pubblica Istruzione insieme a* Sigyrf Baldacchini. Scacchi e Battagliai