Rassegna storica del Risorgimento

COSENZ ENRICO ; MANNO GIUSEPPE ; MINERVINI GIULIO ; SAVARESE RO
anno <1939>   pagina <1303>
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Caro Pad, Wi Cmmu-nt ISMUIMNI > 61. XII. li.
La mamma ha ricevuti poche ore fa una vostra lettera io data* dell'ir, non risponde perchè è andata n vedere Giorgio e Giulia àttientc eolia ria ehe vi * aiuti*. deciderai risposta alla Mia latterà e sta benìssimo.
Le discussioni parlamentari anlla questione napoletana mi pare che abbiati portato ben poca luce ullc cose nostre e mi sembra che i deputati siano pia avveduti ari votare ehe nel ragionare. Non parlo delta sinistra, delle incoerenti assordita del Ferrari, della ridicola instancabilità del Ricciardi, delle aconec insolenze del Brofferio e della insopportabile burbanza del Mellona; ma tra gli tessi Oratori di destra quante argomen­ta rioni fallaci, quante nojasc ripetizioni, quanta tratteti raggine acU'esaniinarci fatti!
*l Giuseppe Caterino, familiarmente: Ceppino, fu SI primo dei sette figli di P. Emilio e di Caciotta Poerio. Nato a Napoli nel-1839, segui le vicende della famiglia in esilio; e nutrito di forti studi giuridici, non potè, per: li cagionevole salate e la morte precoce che lo colse nel 1868, dare i frutti, i quali naturalmente ai attendevano dal suo ingegno e dullu suo cultura. Ne e autorevole testimonianza questa lettera inedita di condoglianze al padre del Precìdente della Corte dì Cassazione napoletana del tempo, Nicola Spaecapietro:
Mìo pregiati*.tni> Sig. Commendatore, Napoli, li 4 giugno 1868.
Appetta seppi jeri l'altro l'avvenuta morte del Suo indimenticabile figlio Giù. Caterino, n'ebbi 00 cordoglio, che neanche al presente alquanto calmato, posso capri-merLe con quella fona con cui venne sentito. Incapace di mentire, lo potrei ora. .che sono obbligato tornarlo mente? Era nel voto di scriverle, ma mi contenni per non tdtcriormenie esacerbare il paterno Suo cuore. Ma avendomi il mio collega Lomomico stamattina recato i ringraziamenti Suoi per la giusta stima che io faceva del carissimo Giovane Avvocato ; mi veggo nel dovere manifestarle- {rancamente, che ringraziamenti non aieoo opportuni, mentre stimava l'egregio Suo figlio e per lo sode cognizioni di dritto penale, che possedea, le quali aumentava tuttodì, caldeg­giato re essendo di una scienza progrediente, e per l'abnegazione con cui accoglieva) gli inviti miei per la difesa officiosa degli infelici condannati, raccomandati alle cure di lui. Giammai ho avuto a pentirmi della celta, e ria certa che i miseri al gratuito patrocinio di bai inviati, ne avevano il loro profitto. Ed a proposito non dimenticherò finché abbia vita, comò doquentissimo oratore sì addimostrò, quando difese la eausa dell'arciprete Soldi, ed altri condannati a durissime pene dalla Commistione sedente in Avellino in virtù della legge Pica, quanti dotti e svariati argomenti seppe col perspicuo di Lui ingegno addurre, quanto faticò per raggiungere lo scopo Quel giorno fu pel carissimo Suo figlio il principale e massimo trionfo, che difficilmeni"-da altri ai può raggiungere, e sperare nella giovane età in cui egli era. Ella vi fu pre­sente, mio onorando Commendatore ed io considerai per le lunghe tre Ore' che durò l'arringa lo Sue ansie, ed i palpiti Suoi, come senza mostrarmi fui a parte .'della conto-lozione provatane nel sentire i pubblici applausi. Fu in quel giorno ehe dissi a taluni miei onorandi Colleghi, che Suo figlio nel nostro foro penale avrebbe calcato le insigni orme dell'avo materno, il Demostene napolitano, barone Giuseppe Poerio.
Or dopo siffatta fugacissima rassegna, mi dica di grazia, se Ella mi doveva ringraziamenti, o meglio non 11 debbo a Lei che mi ha porto l'occasione significarli' ron quanta giustizia stimava il diletto Suo figlio.
Ho fede però che le molte virtù, che gli facevano corona sieno di norma ai giovani callcghi suoi per emularle, come per me di speranza che otterranno nell'altra vita il premio loro dovuto.
Mi creda Intanto, ed in ogni occasione Suo Dcvotit.mo
[Cor. Nap.) Nicola Spaecapietro.