Rassegna storica del Risorgimento
COSENZ ENRICO ; MANNO GIUSEPPE ; MINERVINI GIULIO ; SAVARESE RO
anno
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1939
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pagina
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1305
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Sfarei figure del KUorgjhnmto italiano 1305
non ha potuto tener le tue promesse, lo poche parole eoo dove sta la magagni* secondo il parere di quel nutro umico. Nel medeaimo tempo che decretava; S tratto di strada ferrata il Sig. Oberty allora segretario generale pei lavori pubblici riceveva ed accoglievo ano proposta, un'offerta dell'appaltatore Tommaso De Bota che inviava inaiente col decreto del principe Luogotenente alla Direzione generale de* Ponti Strade. Scorterò pochi giorni ed eccoti una nuova offerta dell'ingegnere De Roca con condizioni molto più favorevoli delle prime a] Governo. Ne contento di doil De Boa* passato pochissimo altro tempo fece una terza offerta, offerta che era l'ultimo mn parola e che conteneva patti anche più vantaggio*! di quelli contenuti nella feconda, dappoiché ai dichiarava pronto a costruirà le nuove itrade ferrate olle stesse condizioni, colle quali era stata costruita, quello di CajanicHo e Ccprano.
Qui unisce la luce e comincia il bujo: un ingegnere piemontese, il sig. Bonino, credo, ci piomba addosso incaricato di quest'affare, la legge e calpestata, i regolamenti tono disprezzati, tutte le norme di equità e di pubblica utilità sono tenute in non cale; non asta, non ricerche di nuova offerta, tutto è tenebre e mistero, il Consìglio rapremo de' Ponti e Strade non viene interrogato; fiocca viaggio per ben tre volte, vede deputati, ottiene raccomandoriom ed un bel giorno, ventiquattro ore dopo che il Depreti era in Napoli, ri-; sa .che- un contratto scandaloso era stato firmato. TI tratto.di strada era stato conceduto senza che ci fosse stato estimativo precedente, lenza che fosse stabilito che quantità di ferro, di calce, di mattoni, di legno, di materiale, iu una parola, vi si dovesse adoperare, senza sapere di che genere dovessero essere i lavori, senza che si sapesse neppure fin dove si dovesse estendere Io strada.
Ciò posto ecco il ragionamento che fa quel nostro amico. Il Depretis ha confessato di' aver violata la legge, ma ha soggiunto subito si trattava di far presto, ti trattava di spingere alacremente i lavori ferroviari nelle province napoletane. Ebbene quel che [ha] asserito l'onorevole ministro falso, la ragione che egli ha addotta non istà; son due mesi che il contratto e firmato; quel contratto per il quale si son violate tutte le norme tutelari prescritte dalla legge adduccndo a giustificazione di codesta violazione che era urgente cominciale i lavori, sono scorsi du' mesi da che questo scandaloso contratto e stato firmato ed i lavori non sono ancora cominciati. Perchè dunque avete violata la legge? Ma a me paro ehe quando vi è- stata corruzione, quando è nella coscienza di tutti che il contratto e stato sottoscritto perchè cinquantamila franchi sono stati dati ad A, ventimila a B, diecimila a C, quando è questa coseienxa ehe ha ispirata l'interpellanza, quando la violenza e l'asprezza del linguaggio del-l'interpcllante non prodotta che da codesta convinzione, non valga poi la pena di far tanto fracasso per venir a dimostrar che cosa? Che vi e stata negligenza, indolenza, fiacchezza che i lavori non sono ancora cominciati. E ci vuole-una feda eroica come
eonceionarìo di quel tronco di ferrovìa: Giustino Fiocca T. De Boss; e chiedeva che fossero rigorosamente applicate le clausole delle penalità stabilite. II Depreti. invece, sostenne che Purgenza di'quel lavoro aveva indotto il Governo a ricorrere al ùlema della licitazione privata, pur circondandosi di tolte le formalità atte M garantire gl'interessi dello Stato, Ha pur dopo queste spiegazioni, FI. dichiaro che ancora qualche dubbio sussisteva in lui, non sull'operato del Ministro, ma su quello dei suoi agenti inferiori. EJorse aveva in animo di ripropor la questione; ma il figliuolo gli raccomando di non rinnovarla, se prima non fosse venuto in possesso di nuovi documenti atti a provare l'imbroglio esistente in quel contratto, del quale qui eli rivela le magagne. Ma la questione non fu pia ripresa parlamento; forse perche quei documenti non furono più approntati; no. data la natura dei fatti esposti fu questa lettera* era agevole procurarseli.