Rassegna storica del Risorgimento

COSENZ ENRICO ; MANNO GIUSEPPE ; MINERVINI GIULIO ; SAVARESE RO
anno <1939>   pagina <1307>
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della Su rispettabile pcrM>n quello onora tueuniuu ch'Ella merita, e b* per tatti i riguardi L'è dovuta da n ) Hi fo un pregio d'inviarle ma esem­plare di netta prefazione, che ho fatta tirar di soverchio, per metterlo atto ! Suoi occhi
Ella potrò rilevare che io serbai e serberò empire di Lai altÌMuna tiro, e che mi fio un pregio di dichiararlo pubblicani ente. Attendo il momento di fare osa - isrrO-dichiarazione, e quando porrò a stampa il catalogo del Museo Cornano, a coi sta or lavorando, e quando darò la prima parte del catalogo scientifico del medagliere che sto egualmente preparando.
Aggiungo un foglio del mio Bullet tino, ove ragionando de* papiri ho cacata risolvere alcune difficolta, che seppi concia tate da Lei promosse contro il metodo dell'attuale pubblicatone. Spero ch'Ella rimarrà soddisfatta delle mie diciùarorioBÌ tale proposito. Se meootreremo un pezzo di Pindaro o di Tucidide, non daremo i i oli facsimile, ma non mancheremo di (arci aopra quei lavori filologici, che l'argo-mento richiederà.
Al Suo ritorno in Napoli. Le farò tenere altri miei recenti lavori, e segnatamente il primo volume intero del mio Bollettino archeologico italiano, che camminò stoppi, eando per quasi ninno appoggio accordato dal Governo a questa pubblicatone.
AI mio amico de Sanctis ho grandi obbligazioni ! Egli promise, tutto l'appoggia da parte del Governo al Bollettino archeologico italiano: ed in rimltameato prete cinque associazioni, che io rifiutai. Egli negommi il ponto di professore nSrUnivez*iu che mi veniva da un concono di merito. Pure tutto avnei tollerato, senza una terza gravissima offeso. Egli mancando di confidenza manifestò a chi meno il doveva aeriti toro riservate e da lui richieste Io sono dolentiarimo che quest'uomo abbia eredBto conveniente mostrare uno scritto venuto fuori in un momento di mal umore, quando inattesi ritardi avevano resi tutt'i soci dell'Accademia pareggiati nell'insulto; che In mostrasse ad un uomo .'limabile;' a cai egli e non io faceva l'offesa, perche egli non ignorava chi volessero colpirò le troppo gravi parole da me adoperate. Io non posso aver por amico e non posso stimare chi agisce in tal guitti.
Intanto, qualunque sia tato il motivo che mosse il da Sanctit u questo inconce­pibile procedere* io Le dichiaro che quelle dure pa rote non erario dette.per Lei. ed il de Sanctis lo conosceva: e che io tono addolorato di averle scritto, perche conturba'' rono l'animo di LeL
Sara questo un disgraziato episodio della mia vita, perche troppo frettolosamente mi spimi a lasciare la mia naturale lentezza, che io seguo tutta le volte che viene in campo una questione personale: pura mi credo almeno scusabile, perche confidai queJI<-pttrole ad un uomo pubblico, ch'ero sicuro non le avrebbe ed altri manifestate. In ci .m'ingannai, e non è il primo inganno che mi avviene.
Accetti come meglio u Lei sembra, questa mia lettera, la quale certamente non fe mossa da materiali interessi; .e* qualunque siano i Suoi sentimenti verso di me. sia sicura che io non cesserò mai dal nutrire per Lei. hi più alta stima * conjridVrnxioa*.
Sono di Lei
Dcv.tno Servitore Giulio Minrrviai.
) Cfr. lltfculaaemiium lolumiimm qua mpanunt, colltctio aiuta Torous pri orna, Nespoli, e Museo Pnbbxo, MOCCCUsD.