Rassegna storica del Risorgimento

COSENZ ENRICO ; MANNO GIUSEPPE ; MINERVINI GIULIO ; SAVARESE RO
anno <1939>   pagina <1310>
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Natisi** Coppola
Som peccatore ostinatissimo io ripeta, ma lati whietio, tanto 'juanto * KM-stessa; corna ni d imi [iif le nostre vie distinte; certi che quando aoHMMmnn talvolta, 1 stringerem In mano corno un ira corte** e inceri animi, proeaedaatj pordivar* eammioi un bene profondamente creduto.
Dirò poi perche scrissi, e non diasi, quelle osservazioni, ehc lo < Marnai rlaiiiliirt Le serism perchè Ella non era presente od io voleva ooa fari* onuare. Vùitando PaaBu Stella, ne rimani contento. Mi venne additato dalla Direttrice un libro, che aveva fai testa un invito sottoscritto da uo gentiluomo (da Lei) ai visitatori perchè vi poe>e**-cn> le note loro. Io scrissi tratto dell'autorità dell'invito; e credetti proprio di scrivere a Lei, il quale avrebbe fatto a no senno del senno mio. Scrissi perchè vi era poco da desi­derare a render perfetto Parilo, ordinato da Lei. inspirato da de Girlo, diretto dalla Pecoraro. Quel che So scrivea, ini pareo lode nel fondo co! dell'animo mio come ne* solitari jprobabfli leggitori.
Desiderai la preghiera pel** e per la patria; il fanciullosenza rpiiiHr nozioni i min Selvaggiamente nell'ateismo civile. Sappia il funciollo di buon'ora quanto debba a quel re die ha rendato possibile a noi la patria, che ba rondato in Napoli potabili gii asili d'infanzia, anzi ha posto la prima pietra di questa istituzione nel salutar la prima volta Napoli nel suo nome redenta; poiché Punico asilo che fosse in Napoli era non permeato, ma tollerato ed avversato da* Borboni. Non latriamo il campo voto e aperto al primo triste occupante della mente infantile; -e noi non lo riempiamo presto e con cura di Vittorio Emanuele e di Cri-to. Pnom di rissane, nella vece nostra. Io riempirà di Francesco II e di Autonulli.
Desiderai neO'asQo l'uso del libro del fanciulle!to dettalo dal fiorentino Pietro Tbouar per esercitazioni ai bimbi di prima lettura o per testo al .maestro di prime nozioni. Io gliene manderò tosto un esemplare, com'EUa richiede.
Desiderai da ultimo vedere nell'asilo il ritratto di Vittorio Emanuele tatto alla Croce di Cristo, perchè ì fnneiulletti conoscessero non il viso ufficiale del re stupido e birba, ma il viso invocato del re benefattore e fondatore; e ai edocasKero per tempo alla gratitudine. Lo desiderai perchè non ri scompagnassero nell'asilo infantile quelle due immagini custodi, che presiedono unite olla nostra scola primaria fattori su­premi di sapienza civile e religiosa. Io promisi un ritratto del re all'arilo; e quantunque Elia mi dissuada nella sua lettera dal mandarlo, pure aggiunge (e ne La ringrazio) che te io lo mando, il ritratto ci atara. Io dunque lo mando; il re d'Italia stara nell'asilo iniziato da lui. E i fanciulli sapranno le fattezze del benefattore eoo le aue virtù; e la sera a casa ripeteanno presso al focolare le cose imparate ed ingenuamente eduche­ranno, precoci a un tempo e prcposteri maestri, le rozze menti de' padri. E Parila por­gerà un nuovo spettàcolo a* nostri ignari ma buoni popolani l'infanzia educatrice.
Mi perdoni, mio ottimo Signor Alfonso, la parola disadorna e forse soverchia; io ho fatto a fidanza con Lei. Mi perdoni; ma creda pure che se vogliamo far trionfare la giustizia della Liberta, tu queste avcntarate*piaggc, dobbiamo educare o presto e in tutti ì modi l'infanzia del popolo nostro. Cosi ornai matureremo i tempi pieni e per avventura troppo aspettati d'Italia.
Parlo d'altro: la mia giunta d'ispettrici consulenti dagli Educandati è concordata.
Condiscenderebbe Ella ad ajutarmi a pregar le egregie Signora di assumere ti dflkata '
e benedetto oficio? lo lo avrei caro molto: ella mene scriverli pure un rigo.
Sano con intera ed intima considerarione
Suo dev. servidore
fjCar. Nap.ì 8 !"*