Rassegna storica del Risorgimento

COSENZ ENRICO ; MANNO GIUSEPPE ; MINERVINI GIULIO ; SAVARESE RO
anno <1939>   pagina <1312>
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IS12 Nunzia Coppola
poco dappoi. stringono talmente quel periodo intermedi, eh* non pad dubitar**, ci*. Malo nella meato dello scrittore il profferirvi il proprio giadioio Mi moda eoo cai i tra governalo a Torino, Tuttavia, siccome dall'isolamento d'aa perìodo può fonti nn'sm, omogenea a quella di cui ora I trattava* e HCCOUJC mi è multalo, che questa poaàbtlitfa basta a destare incraietitHdine. Io vorrei pregare l'esimio relatore a voler tww mod>j di congiuralo qualunque preliminare tempesta, chiedendo In parola prima dVdTaper­tura detta discussione generale, onde dichiarare 11 vero CUBO della na osservsxion. ed evitare che una mistionedi grammatica diventi pretesto ad tmmargEaare olle gravi qtùVtioui da unirsi quitioui iinprevednte.
Le chieggo Mnua di una intromessone impostomi daU*ardno mio officio, e acaet-taxione benevola dei sentimenti di alta stima, eoi quali oro sempre
DiV. S. Preg.
Suo off. [Cor. NapJ] C. Mona.
In croci suo discorso l'Irnbriani aveva particolarmente insistito sta questo punto: che, cioè, il trasferimento della Capitale non era stato imposto dalla Francia; né voleva significare rinunzia a Roma; esso era invece un atto libero e spontaneo, nel quale l'Imperatore riconosceva il proposito del Governo Italiano di voler comporre in modo definitivo la questione romana in senso nazionale e cattolico, non rivoluzionario, e perciò ritirava i suoi soldati da Roma. Tuttavia molti, anche del par­tito moderato, persistevano a credere che con quella leggo il governo si fosse invece legato alla Francia, rinunziando a Roma. Di un tale stato d'animo ai fa eco in questa nobile lettera il conte Ponza di San Martino, il quale Tanno innanzi in Senato aveva pronunziato un elevato discorso contro quel disegno di legge, e che, trepidando per quanto si veniva dicendo, propugna la necessità di allargare le fila nell*Asso­ciazione liberale, da lui fondata, coll'accoglicrvi i patrioti delle altre regioni per mantener desta la fiaccola della unificazione ditali.
Di GUSTAVO PONZO DI S. MARTINO "
Mio egregio Sigr. Torino. 7. 8b lgS.
Da lungo tempo io desiderava di scrìverle per pregarla di adoperare la na faconda voce a combattere le tonte calunnie ohe ai spargono contro la nostra Associazione libe­rale ondo dipingerla come un volcono di meschine passioni municipali. Qui amo in molti a crederò e per le relazioni che abbiamo di Francia e per quello che il Governo
Guatavo Pensa di San Mattino, di Cuneo (1810-1876). fu Ministro degli Interni sotto Cavour dal '52 al *54. Poi occupò alti uffici nmmfnìitrativL Dopo B tra­sporto della capitalo a Firenze, che egli aveva avversato in Senato, fondò un'assoeia-none fra deputati e senatori piemontesi: la Ptrmanmte, che fece suo il grido di Roma o mori, e l'altro Roma o Torino, collo copo di opponi a qualsiasi governo U quale non si proponesse di alidore a Roma capitale; e che ehbe nache un suo giornale: fc*