Rassegna storica del Risorgimento

COSENZ ENRICO ; MANNO GIUSEPPE ; MINERVINI GIULIO ; SAVARESE RO
anno <1939>   pagina <1313>
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Imperiai* IM pubblicamente piegalo che la Francia ha indotto il nostro Cavavo la una via ebe COMI considera come l'equivalente dell'abbandono di Roma. X* Frauda por conseguir aurato scopo ha pula tirare partito dalla irritazione cbe II Picmontr ai era sollevato contro. E molti Italiani i anali non avrelibcra mai secondato le Francia neOa ina idea enti Romane sedotti dal peruiero di riaolvere intanto la questione di Torino a modo loro tacquero ed accettarono.
E noi Piemontesi accettiamo anche la aoluxionc data per Torino ma domandiamo cbe per canoa MIO non ai faccia del male all'Italia accondando la Politica Franceae ri-guardo a Roma, cioè che ai tenga tempre vìva la fiamma del complemento detta. no*tra Nazionalità, onde nessuno da Firenze n'immagini di poterlo osteggiare.
Una gran parte dei anatri mi ha quindi espresso il desiderio che l'Associirinnr entri in relazione con alcuni dei principali patrioUi delle altre Provincie onde per mezzo loro assicurare l'Italia unita da indiMolubiE nodi sul terreno delle liberta, della nazio­nalità e dell'onore.
A Firenze io mi propongo di intrattenermi specialmente con Lei per diffondere nelle Provincie Napoli tane un giusto concetto degli ttalianierinii nostri intendimenti, r conosco troppo i di lutti entimemi per dubitare ne anche un momento che Ella non desideri di procurare il pubblico lavora dei suoi concittadini alla nostra Associazione finché ri manterrà in quella via che è sempre stata il comune desiderio di lutti i liberali Italiani.
Intanto mentre affretto col desiderio il momento di rivederla in Firenze, le farò spedire il nostro Bollettino elettorale che le dora una prima idea del nostro concetto e le offro la mia servitù
CaT,IVap.] Suo Dev. obb. Ser.
Ponza di S. Martino. I
Le lettere, che seguono, di Vittorio Zoppi, di Pasquale Villari e di Pier Silvestro Leopardi, si riferiscono ad affetti familiari, che non è fuori di luogo riportar qui, per l'importanza dei nomi che ricordano.
Vittorio Imbrunii, che aveva partecipato alla guerra del T66 tra le fila dei volontari garibaldini, era caduto prigioniero nella giornata di Bezzecca. In Italia era corsa invece la notizia della sua morte,,- e vari giornali si affrettarono anche a tesserne l'elogio con commosse parole di rimpianto. Questa lettera del prefetto di Brescia al padre di lui ci informa come era sorto e si era diffuso l'equivoco.
La successiva di Pasquale Villari è per condolersi con Paolo Emilio della dolorosa perdita, da questi subita, della moglie Carlotta Poorio,
Alpi, GU avversari raeensavano di municipali mo e dì aeparnusmo, e non avevano tutti i torti, specialmente, per In campagna che faceva il giornale n Ponza qui ne difende gli scopi. Ha il patriottismo di lui non si poteva recare in dubbio. Vittorio Emanuele elione diede nn solenne attestato delegandolo a portare a Pio IX la sua lettera del 7 settembre 1870. colta quale chiedeva al Pontefice di lasriaro il potere temporale Fa anche Luogotenente del He per Napoli, acceduto al Principe Eugenio. L'Imbriani ne stimava la probità, la dirittura morale e il patriottismo; e gliene diede pubblico e solenne attestato in quel mio discorso al Senato, pur cotubutteudoac l'opinione con­traria. Su Ini vedi la bella commemorazione fatta in Senato dal Presidente Sebastiano Tccchiu nella tornata del 27 dicembre 1876.
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