Rassegna storica del Risorgimento
STATO PONTIFICIO
anno
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1939
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pagina
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1326
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1326 Alberta M, Gkiaaibmt
di dotarti li Cau nel nwuo propotto da Moli. Miiii-im b-lle Piniattfl il *. rapporto; Dovérsi Intèndere he l'ammlnl*iitoo:oe *f retili dj JC tnedeaiiua san tatto* dipendcruni; ed a tale propalilo scorgendoti wlJ'tihimo Jtfoto-proprio eoi f'TmaijJiu dai Ministri attribuita a Mona. Ministro detto Finanze anche la coprala* eadesaa detta Cassa di Aninrtiz*axi<nc ha aggiunto fl Sig. M.ae Cuaherfo essere opportuna la tcjj-j da promulgarsi per correggere o spingere quella dispottsione.
Messa pertanto a partita ta proposta del citato articolo, ed astenutosi dal wtxn il Si:;. Prof. Do Rosei e tato ammesso con maggioranza di diciannove voti 'favorevoli opra quattro contrari..5)
Dopo di ciò il Sig. Avv. Piacentini ha progettato raggiunta drlla seguente eoa-dtieìnne : 11 prestilo aia volutalo un anticipazione al prezzo di affrancazione de* canoni, e che perciò altrettanta nomimi da incassarsi per detta affrancazione ì ero--gala neU'amortizzazione di altrettanto debito: qualora circostanze particolari da conildcrarni dalla Consulta non conriglioascro diversamente.
Dopo lo cose esposte non tembra prudente al Sig Minghctti che il Governo n'imponga dei vìncoli, polendo sorgere bisogni.o circostanze tali che esigessero di dover impiegare diversamente il denaro anche iu opera di pubblica utilità.
Mona. Pro-Miniatro delle finanze ba di pio fatto riflettere che il prestito sì abbia a ritenere come una scorta pei bisogni futuri, qualora i meni proposti nel suo rapporta non riuscissero sufficienti u sostenere le spese dell'anno. Le somme da ricavarsi dalla affrancazioni de canoni non potersi erogare in altro uso diverso da quello a coi sarebbero denti unte vale a dire a sostenere una parte d defitti del 1848.
Messa ai voti la proposizione, ed astenutosi il Sig. Prof. De Rossi, e stata eselusa ad unanimità.
Aveva il Sig. Becchi motivato se si fosse creduto opportuno di deliberare che gli atti relativi alla concessione del prestito doveero essere pubblicati, ma avendo il Sig. Minghetti osservato che si potrebbe con ciò mostrare dubbio che la pubblicità degli atti venga accordata si è tralascialo di farne proposta.
Quindi lo sterno Sigy, Mingholif ha eomunieuto jd (Cn>e**n la modificazione a{ progetto Delabante di cui aveva fallo cenno in principiò, e concepita nei seguenti termini ratificati da Mons. Pro Miniatro delle Finanze,
La Casa Delabante da anche un milbone solo invece di due millioni. vuole però che la Casa sìa intitolata negoziatrice del prestito fino albi concorrenza di quattordici Diiliioni di scudi senza che il Governo assuma perciò verun obbligo ver*o di essa.
Intorno a ciò non Ini ommesso di dire che varie erano state le opinioni della Sezione.
Duo Membri opinavano che quante volte fl Ministero dello Finanze conoscere la Cosa Delabante come solida ed onorevole da non abusare del credito che il Governo mostrava di collocare instata, eolPsIfidnrlc la negoziazione del prestito apparento di 14 milioni, la condizione proposta potesse ammetterai, mentre e**a nou imponeva alcuna obbligazione al Governo Pontificio, e la favoriva per lo contrario, mostrando la facilita per esso di trovare grandi imprestiti a patti modicissimi. Pareva al contrario ad altri due membri che non conveniste al Governo di concorrere con una finzione oll'intcrcssc di una casa bancaria, e si davano gran carico della impresatene che produrrebbe all'interno ed ull'estero anche la semplice enunciazione di
i) ti Qmtempofonetr. nel n. * dell' 11 gennaio, lodava l'istituzióne della cassa di ummorti'/znzìone e si augurava che il eredito pubblico potesse risollevarsi.