Rassegna storica del Risorgimento

TERAMO ; TRIPOTI LUIGI ; GARIBALDINI
anno <1939>   pagina <1392>
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Libri tv pttrindici
In appendice a (acato volume, il SnndonA pubblica Jn-egrduu-tite fl C. Ritrai, l'anima vigile della meritoria impresa, tenue la mattina d*lFHÈ dinnanzi al monumento orarione che il Carducci ebbe giudicare*: la migliore patata di prosa italiana litiJi'uJiiuio ventennio, degna di figurar in vpà antologia ddU scuole medie italiano. H

La documentazione del tono ed aitino volume è costituita io modo preponder tante dai carteggi diplomatici* i quali, mentre rischiarano gli avvenimenti svoin durante tatto quel periodo, sono in peri tempo la manifcsto-àoae pia genuina dd-1* atteggiamento assunto dai Governi di Roma e di Vienna di Croate al problema dJ-l'irredentiamo nazionale: mentre in Italia i minUteri cambiavano molto ipro in Austria invece le cose di governo furono affidate per tanghi anni al binomio Taaffe-Kalnofcy, ebe poco credeva agli scopi filantropici delle numerose e sempre crear nti associazioni irredentiste e motto invece a quelli da esse celati, i politi ci. L'A. non grande pazienza, attraverso l'esame attento dei numerosi carteggi esplorati, se enumera moltissime, mostrandone l'attività dorante U decennio: dalla Associazionr delle Alpi Giulie, costituita a Milano nella primavera dell'84,fino ai Fasci della Demo­crazia che pare operavano a Milano, infinito è il nomerò di queste società, torte a tinta prevale temente repubblicana: esso aiutavano gli irredenti nella lotta per la loro nazio­nalità ed efficacemente cooperavano a far conoscere nel Regno quelle terre italiane
11 discorso della corona del gennaio 1886 per l'innugurozioac della nuova legi-latura, con l'accennò inopportuno alla compiota unita: nazionale, doveva determi­nare una recrudescenza noi movimento irredentista. A. Forti rendendosi interprete di tale stato d'animo, proclamava alla Camera che t'unita non era ancora com­piuta, esaltando Io aspirazioni italiane tulle terre irredente. Per i fnsterp menti a Pota del ventennale delta battaglia di Lissa nel tagfio 1886. ri temeva an attentato contro ta raarina da guerra a. u ma una rapida inchiesta doveva smentire l'intere** ato allarmo di qualche poco sempoloso informatore. Alte proteste aveva suscitato in Italia. U divieto del Governo di apporre a Verona un'iscrizione, dettata dall'onorevole Bovio, a ricordo di Carlotta Aschieri, trucidata dai soldati austriaci U 6 ottobre 1866. perchè i sentimenti in essa espressi non ne consentivano l'approvazione, divieto rinnovato poi alcuni anni dopo dallo stesso on. Grispì.
Giorno di grande tristezza per gli irredenti fu il rinnovo delta Triplice, avvenuto il 20 febbraio 1887. L'ina ugurarione dei monumenti agli eroi nazionali era sempre un'ottima occasione, anzi la migliore per scuotere l'opinione pubblica e richiamarla alta dora realtà: la ojuintn commemorazione, di Garibaldi a Caprera, sì era cosi svolta nel segno del martire triestino. Le dimostrazioni irredentiste, dalle quali prese inizio il culto per la memoria di G. Oberdan, datano si può dite dall'indomani delta sua gloriosa fine: dopo il 1883 anzi- l'anno di passione in cui quella tragedia venne agitata nelle anta giudiziarie, nei tribunali, nelle colonne dei giornali, nelle vìe e adir piazze il culto del martire doveva trovare la sua più suggestiva esaltazione il giorno delta ricorrenza ammalo della sua morte-.il 20 dicembre. In tali anniversari veniva aspramente biasimata dai partiti radicali, democratici ed estremisti la poli­tica triplicista dcll'on. Crispi. Essi, rinfacciandogli il passato di fervente irredento, intensificavano sempre più ta campagna contro ta forzata olleahaa.
Composto un incìdente- e FA. ne enumera parecchi ecco sorgerne degli altri. end la macchina diplomatica alava in perenne movimento per tener tetta all'idra dell'irredentismo militante. Ern l'epoca dd marchese di Rudlnl e driVoii. Nicoterj; ad esd l'ambasciatore borono Bruck, succeduto al conto Ludolf, rinfacciava l'arren­devolezza dd taro procedere, lamentandosi dello continue dimostrazioni a base di lapidi odi statue a ricordo dì avvenimenti occorri anni prima, che a suo avviso assume Vano un carattere politico di attualità ed erano palésemente dirette co atro l'Austria.