Rassegna storica del Risorgimento

TERAMO ; TRIPOTI LUIGI ; GARIBALDINI
anno <1939>   pagina <1394>
immagine non disponibile

1394
Libri a pwlodicl
italiann o lasciasse trascorrere dei futti che troppo chiaramente lede-*er* il prestigi* d'Italia, di coi al ebbe allora una mi uva prova eoa gli intrighi dVd governo di Vienna a danno dell'ambasciatore- conte Tornici*! e eoa la tolleranza affienile del ditear temporalista) dell'abate Hnuarerirth alle Delegazioni austriache.
La rinnovazione deOa Triplice* il viaggio di Crispi Fridrichjinuie, ì dissapori conia Francia, la tensione dei rapporti aiutro-TUMi circa la questione bulgara, l'alleanza franco-russa, sono tutte grosse questioni affiorate in and tomo di tempo, eoe dettavi modo all'Italia di far conoscer-) e di affermale il valore ed il peno della ne amiejzlu fina gli Stati alleati. Nell'importante rapporto del barone Brode dd giugno 1, facevasi cenno alle mire deli'on. Cripi, tutto pervaso della grande idea dì dare tabi* lita alle istituzioni interne e prestigio alle fono armate dd pasce: in avo ai constatava pnre che ogni italiano era irredentiata e ehe la Germania avendo allora urgente: bisogno deiritaUa starebbe disposta a propugnare in uo favore qualche sscrinrio territoriale, ben inteso ai danni dell'Austria. Kalnoky, impressionato da queste rive­lazioni dd uno ambasciatore n Roma circa l'atteggiamento ->Jli Germania, premettendo nella ana risposta al Brade che la politica di prestigio nazionale dell'Italia era motivata dalla megalomania crispina, non motravasi contrario ad un aumento di potenza dd-1*1 Calia nel Mediterraneo, ritenendo che tale aspirazione aumenterebbe le rivalità con la Francia, determinando quindi da parte dell'Italia il bisogno sempre maggiore di affian­carsi alle potenze centrali,L'esercìzio di voto diretto ai cittadini non naturalizzati appartenenti ad altre provìncie italiane, contemplato nella nuova legge comunale e pro­vinciale approvata dada Camera nel luglio 1888, doveva suscitare nuove polemiche di stampa sulla pertinenza di tuli territori. Altri motivi di attrito sorti allora, facevano ripigliare il litigio in nitri compi; tra cui quello delia mancata visita ai Beali, pro­blema annoso, destinato ormai a rimanere senza soluzione, cu cui il conte Kalnoky aveva redatto in ottobre per l'ambasciatore di Berna spedali istruzioni giustifieatìve.
La clamorosa vertenza aorta in seguito all'incidente svoltosi n Trieste nell'aprile 1889 tra il consolo d'Italia Durando ed il patriota triestino notaio G. Piccoli, presi­dente deQa camera notarile di Trieste, posto dal Sandona in degno rilievo. Ea*o infatti doveva appassionare in modo inatteso la pubblica opinione dd Regno, prò* vacando una manifestazione vivace negli ambienti politici italiani a favore di Trieste. Il contegno ddTon. Crii-pi nd fulgore della sua potenza dittatoriale, valse a rendere anche pio. acato il contrasto tra il Governo e l'opposizione, ond'è che la verteam stessa a differenza di quanto era successo per lo innanzi, in cui) dibattiti ai erano svolti fra i due gabinetti ai era trasformata in nn aspro conflitto tra il Governo di Roma da una parte e .l'opposizione ministeriale o la stampa e le correnti antitrì* pUciatc dall'altra. Fu quella, come osserva 1*A una polemica memorabile; uomini abitualmente moderati nd linguaggio e negli atteggiamenti, assunsero nn tono assai vivace e non ai peritarono di esprimersi in un modo che impressiono l'opinion* pubblica al di qua. ed al di là dd contrastato confine.
La onimatisaima discussione parlamentare che ne segui, si eondose con l'appro­vazione dell'ordine del giorno ddl'on. Cavalletto, accettato dd Governo, col quale autorizzava il Durando a riaccasare il suo posto a Trieste, con grande sodi-iasione della stampa austriaca e dd Governò di Vienna, che pur dì veder mortificato il par­tito irredentista triestino, aveva tollerato in santa pace quanto era stalo detto alla Camera e scritto atti giornali. Lo scoppio di nn petardo alla stessa sede dd Consolato, fa la risposta a questo affronto al movimento irredentista, d>ei doveva determinare una perquiaizione alla aede dell' Indipendente e nelle abitazioni dd redattori che vennero arrestati, fra cui il cittadino italiano F. Ulhnann. Allontanato per calmare l'agita­zione il connole. Durando, l'on. Crispi nei frequenti colloqui che ebbe allora ed barone Bruck, manifestava il suo malumore per il processo contro i redattori dd giornali) nazionalista triestino ed in bipede contro l'Ullmaun. Il Governo di Vienna, di fronte all'energico contegno delTon. Crispi, anche per l'intervento personale dell'imperatore.