Rassegna storica del Risorgimento

TERAMO ; TRIPOTI LUIGI ; GARIBALDINI
anno <1939>   pagina <1395>
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Libri periodici
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-> indi-.- .1 troncare detta processo ed a metta in libata gli juquixkL 1 motivi chlo dea-croio questo senso tono esposti in un documento ufficiale scritte dal Ksdnoky. molto interessante anche per lo conridersriooi Che tuo ntwiflann bea i rapporti italo au-triacì In genere ed sJT.*redentiamo in particolare.
Oltre allo -ciogtimcnto dei circoli intitolati ad Oberdan, effettuato per decreto neu'agocto 1890 poco dopo In soppressione della Pro Patria, è da annoverarmi fra gli atta anta irredentisti per eccellenza del Governo. la revoca dalla carica del orini-irò Scinnit Soda, in seguito alba sua partecipariooe ad ai banchetto offerto in ->u" onore ad Udine* Il 18 ottobre di quello tesso anno. l'on. Crispi prononcìava Firenze tu importante discorso politico; in caso la questiono dcu'irrcdcntismo domina e pre­vale, con frequenti spunti polemici ed aggrottivi centro quanti volevano rivendicare le terre irredente. Questo dùcono doveva destare la più viva soddisfazione a Vienna, giacché CNO coincideva col punto di vista manifestato a più riprese dai nrimstri degli esteri a. u. da Giulio Andrassy a Gustavo Kalnofcy. circa le relazioni austroitaiiane in genere e I*irredentismo in ispccie: esso ebbe poco dopo una brillante risposta da parte del Baxrilai con l'opuscolo ISirrtitmirmo, eco il nemicò, confutazione acuta degli argomenti svolti dolPon. Crispi, ma ancor più una manifestazione elettorale in vista delle prossime elezioni generali politiche del 23 novembre '90 in coi egli ri era portato, con grande disappunto dell'Austria* candidato repubblicano in un collegio di Bw,
Due mesi dopo. l'on. Crispi rassegnava le dimissioni ed a lui seguiva quale presi* dente del Consiglio un altro idciliano il marchese Di Budini, che assumeva pure gli esteri: in un discorso del marzo 1891, egli osservava che nell'interesse d'Italia saldi ed inconcussi dovevano restare i legami di amicizia vigenti. Quel ministero ebbe però una vita effimera, e nel maggio G. Gìolitti. l'arbitro della sito azione compose un nuovo ministero, nel quale il Brio entrava quale ministro degli esteri. Appena insediato, i barone Brucic sollevava nei suoi confronti la questione irredentista.Proprio nel 1893. si delineava una delle più grosse questioni sorte fra i dna stari, quella del giubileo episcopale di Leone XIII, celebratosi con particolare solennità in Austria* fra tali polemiche l'irredentismo era sempre il motivo dominante, una specie di contrappcso per rimettere in sesto le discussioni, per sviare le ricerche, per scansare i pericoli, le noie e le responsabilità.
La primavera del 1893 fa ricca di fasti ed incidenti, oltre il giubileo papale; infatti ai festeggio allora in tutta Italia la ricorrenza delle nozze d'argento dei Beali, alla quale ai volle dare grande solennità, anche per contrapporla politicamente alle feste vaticane. Fra questi due avvenimenti ebbe luogo lo sriogumcnto del Consiglio comu­nale di Trieste, che trasse origine a sua volta appunto dalle fèste nuziali sovrane. Queste feste si svolsero a Bontà fra il 19 e il 26 oprile e furono veramente regali. Anche raccoglienza al rappresentante dell'imperatore Francesco Giuseppe, arciduca Ranieri, zìo del Be. fn deferente; vi fu pure nno scambio di telegrammi fra i due sovrani. Lo scioglimento del Consiglio comunale di Trieste ebbe l'epilogo certo non pre­veduto dall'autorità della vittoria del partito liberale nazionale nelle nuove elezioni. Quante calumiti, non ebbe a subire l'Italia in quell'anno! Nell'agosto i fatti di Algoes, Morte* con l'eccìdio di tanti operai italiani, le -reazioni violente ed i tumulti di Roma. Genova, Messina e lo dimostrazioni contro la Francia, la rivolti, di Napoli dal 20 al 25 agosto,! torbidi siciliani con i fasci dei lavoratorLla denuncia del trattato dì UciaUi da parte di Menelik, gli scandali bancarie i crolli degli istituti di credito, le relazioni con la Francia teso al punto da far temere prossimo l'inizio delle estinti. Si giunge cosi all'episodio irredento più caratteristico'di quel periodo, pi-ri ignorato fin qui e che il Ssndona illustra empiamente sulla basa del documenti officiali.lo mancata nomina cioè del generale Baratieri a ministro degli esteri In un probabile ministero Zanardclli, fulmineamente silurata dall'Austria.
La mancata nomino del generale trentino ministro, doveva definitivomcnv far tramontare 1 combinazione Knnurdettì, e cosi tornava al governo nel dicembir