Rassegna storica del Risorgimento
DANDOLO EMILIO
anno
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1917
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pagina
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175
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GLI ULTIMI ANNI DI EMILIO DANDOLO (1)
Emilio Dandolo, dopo la catastrofe nazionale del '49, ebbe una vita di dolori., di ansie, di disinganni. Invano cercò pace e tranquillità in seno alla sua famiglia e alla famiglia Morosini, invano tentò di immergersi negli studi e di dedicarsi all'agricoltura in cui tanto si era distinto il suo avo Vincenzo. La noia del presente e la sfiducia nell'avvenire prostrarono l'animo suo infiacchito dal disinganno, bisognoso d'un affetto forte e potente che potesse sostituire il generoso suo sentire per la patria, d'un cuore che palpitando col suo gli rendesse men tristi i già tristi suoi giorni. Ma mentre il suo cuore si apriva alla rosea speranza dell'amore, nuova, cruda e insanabile ferita doveva ricevere. La Peppina Morosini, la dolce sorella dell'amico estinto sul bastione del Merluzzo col quale aveva diviso gli stenti, le ansie, gli affanni, la speranza d'una patria rendenta, doveva rendergli più amara resistenza col rifiutare il palpito del suo cuore. Invano gli amici lo consigliavano di distrarsi onde vincere l'interno affanno, ma la passione che dilaga e prorompe impetuosa non ammette consigli né ascolta suggerimenti.
Angelo Fava, il maestro affettuoso che con lui aveva combattuto alle barricate dei cinque giorni, e ne era il più fido amico, da Torino, ove era emigrato dopo il '48 gli scriveva il 6 maggio 1850: Caro il mio Emilio, sento con piacere che tu ti faccia a studiare, ma amerei che Io studio non consistesse in sole letture che non lasciano nulla di stabile nella mente; amerei che ti venissi facendo estratti di ciò Uèiie leggi, che discutessi teco stesso sulle cose lette, che insomma
1 Da dootunnfci inediti tratti dalle Carte Dandolo possedute dal Museo del Risorgimento di Milano. Appendice ai volarne di . OAVASSO : Dandolo, Moro-tini, Manarat eco., Milano, Cogliatt, 1914 e dello stesso : Emilio Dandolo e la ouerro di Crimea in Rivista d'Italia , mora 1916.