Rassegna storica del Risorgimento

TERAMO ; TRIPOTI LUIGI ; GARIBALDINI
anno <1939>   pagina <1407>
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Vita. lìtìWJstiiuia
1407
immensa mole 41 documenti mtl Risorgimento italiano, ora dispersi a ignorati provve­dendo cosi per una parta aUa loro conservazione n d'altra parte alla po**ibfl.rU 4dla IOTO consultazione. I
OpportunU*4ma e questa iniziativa nel rigoglioso rifiorire degli Biadi storici, che il fascismi va suscitando specialmente nei riguardi del noni.ru Risorgimento. Si ricor­dino n propoaito le parole del Duce, secondo 3 quale fuori detta storia Vaomo h nulla; formula assunta come propria aìnteai dalla Rasssgna nerica dal Jiùorginuatto, la poderosa rivista mensile che è l'organo del predetto,latitato, E nella rivista ritti* e negli annoi congressi nazionali il presidente de Vecchi non *i (anca di raccomandare questo lavoro, di ricerca ai comitati regionali. I
L'iniziativa, abbiamo detto, e opportnuissima; e ciò per due ragioni, runa di indolo generale, e feltra di interesse nostro come bresciani: Scopo della ricerca è infatti in primo luogo, come giù abbiamo accennato, quello di mettere in luce ciò che è spano in molti archivi ed è ignoto agli studiosi. Per altro riguardo 1* iniziativa inte-reaaa particolarmente noi bresciani. Nella nostra provincia, senza parlare del capo­luogo giacche farebbe perfettamente inutile dire ai bresciani quanto la. nostra città partecipò allo vicende che portarono elTunìficazione nazionale non e*e cittadina, non c*c borgata, pub dina, che non aia stata attrice nel gran dramma e non ne serbi qualche memoria. E per memorie non si debbono intendere solamente quelle che tono le grandi testimonianze, come i diari di attori od osservatori, le relazioni di singoli avvenimenti, i rapporti ufficiali. Anche atti di ordinaria amministrazione, registri di contabiliti, lettere di privati contengono talvolta preziose notizie per delucidare situazioni e risolvere questioni controverse; spesso ri tratta di note che al profano embrano insignificanti, mentre alto studioso possono aprire orizzonti inattesi.
Ma il compito assuntosi dalla consulto del comitato bresciano non è uè- lieve ne facile per cui le sono necessari l'appoggio e l'aiolo di quanti potranno giovarle grazie all'ufficio che coprono. Si consideri che gli archivi dei comuni per ciò che riguarda tempi oramai lontani e i cui e atti ben di rado, dal Lato amministrativo, hanno rap­porti col tempo presente spesso si trovano relegati e ammucebiati disordinata­mente in soffitte o peggio, non già per ignoranza o trascuratezza ma per ragioni di spazio e per mancanza di tempo, e ai potrà facilmente intendere quanto materiale storico rischio di perire; gli studiosi poi sanno che molto di questo materiale purtroppo è giù irrimediabilmente perduto. Si tratta dunque di salvare ciò che ancora è salvabile, I e di segnalarlo agli studiosi, contribuendo cosi n preparare la materia per la storia del nostro riscatto, storia che dovrà insegnare a noi italiani e al mondo che cosa eravamo e attraverso quali sacrifici ed eroismi siamo diventati quelli che niamo e vogliamo mera*.
Non c'è dubbio che 1* iniziativa incontrerà il favore di quegli enti pubblici; i quali nei propri archivi possiedono documenti che riguardano il nostro Risorgimento. Particolarmente interessati vi sono i Comuni per quell'istintivo orgoglio del proprio p il arato di gloria. S qui gioverà l'opera illuminata dei Podestà col permettere che gli archivi siano esplorati da persone competenti che saranno incaricate della ricerca. Ma utilissima soprattutto riuscirà l'opera dei segretari dei comuni; sono essi che, quali conservatori del. materiale archivistico, ne sanno valutare 1* importanza.
Nella nostra provincia poi non rari sono gli archivi o raccolte appartenenti a privati, specialmente a famiglie patrizie. Il passato altamente patriottico di queste famiglie, ben meritamente iOustri per il glorioso contributo di azione e di sacrifici largamente dati olla causa nazionale, è sicuro affidamento di appoggio da parto loro, perchè sia reso noto agli studiosi il prezioso materiale storico da esse posseduto.
La consulta del comitato bresciano dunque, accingendosi al poderoso lavoro pera molto nell'appoggio degli enti e dei privati. A loro sia detto ben chiaro non si chiede che si privino dì quanto possiedono: tut l'altro. Il Governo fascista, creando il R. Istituto per la storia del Risorgimento, ho affidato dai comitali regionali