Rassegna storica del Risorgimento

1820 ; IRPINIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1939>   pagina <1411>
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m I FONTI E MEMORIE
GLI IRPINI DELLA RIVOLUZIONE DEL 1820 I H NELL' ,-H
La storia del periodo reazionario seguito alla rivoluzione napole­tana del 1820 è la storia di una sequela di persecuzioni e di sofferenze.
Gli Irpini erano stati i primi a fare quella rivoluzione, pertanto essi furono i primi a subirne le conseguenze: l'insuccesso della libertà agognata o li privò dell'impiego o li gettò in tetre prigioni o li caeciò in terra straniera a bagnare di lagrime amare il duro pane dell'esilio. E sperdendosi oscuramente per lo Stato Pontificio, per la Spagna, l'In­ghilterra, Malta, Corra, Corsica, Francia, Tunisia e altrove, resero inav­vertite al pubblico le loro pene, i loro sacrifizi. Perciò non sono menzio­nati in nessun libro. Queste mie ricerche, nel Grande Archivio di Stato di Napoli,1) di protocolli di Polizia, rapporti di consoli, sentenze giu­diziarie, ordini sovrani e ministeriali, passaporti, lettere intercettate e suppliche, mentre salvano in un'organica raccolta i loro nomi affondati nell'onda dell'oblio, colmano una lacuna nel martirologio irpino.
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Gli Avellinesi e gli Irpini, strettisi nella setta della Carbonerìa, avevano gridato colle armi alla mano Costituzione e Libertà per cinque giornate le famose cinque giornate del luglio 1820 non cessando che a Costituzione data e giurata. Ma dopo pochi mesi, come ognuno sa, la Santa Alleanza ordinò ad un esercito austriaco di occu­pare il Regno Napoletano ed, occupato che fu, il sovrano fedifrago chiamò al redde rationcm quanti avevano cooperato ad abbattere il regime assoluto. Guglielmo Pepe, Lorenzo de Concilj, l'abate Mini-chini, il canonico Cappuccio e i principali cospiratori come uccelli dispersi da un colpo di fucile fuggono inseguiti da una taglia di mille ducati per chi li cattura, poi da una condanna di morte e da un'altra che lì dichiara pubblici nemici. Cercano di mettersi in salvo quelli che erano stati i promotori dell'insurrezione, Morelli e Silvati, ma catturati hanno strozzata dalla forca la loro ardimentosa giovinezza. Le
i) Le fonti per questo studio si trovano tutte nel Grande Archivio di Slato di Napoli, principalmente nelle svanenti serie: Ministero Esteri, Espulsi (dall'anno 1821 e seguenti), fast;! 3793-3836; Esteri, Affari riservati, fasci 3697-3739; Alto Polizia, fase. 40, Regi­stro dei napoletani espatriati, esiliali; Ministero di Polizia, suppliche* anni 1827-31. Pand. 1140, fasci 800-805.