Rassegna storica del Risorgimento

1820 ; IRPINIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1939>   pagina <1414>
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1414 Vincenzo CannavieHo
affluirono a quelle frontiere due masse per un complessivo dì 237 emi­granti, quasi tutti Irpini; ma respinti, il Governo borbonico mandò appositi commissari di Polizia con l'incarico di usare tutta l'attività possibile per dividerli provvisoriamente fra Gaeta e borgo, Mola, Castellane, Fondi, Itri, Terracina; tutta l'umanità nel trattarli; tutta la fermezza nel sorvegliarli. E alla offerta o proposta che il Re fece presentar loro, essi gli inviarono questa supplica:
Sire... nel vostro Real Nome si offre a* supplicanti la terribile scelta o di subire regolare giudizio o di essere imbarcali per Tunisi... Da una banda l'orrore del carcere, la lungheria di un processò, l'ignominia di un giudìzio, la depauperatone dell* sostanze, ed in molti la mancanza assoluta de' mezzi, dall'altra banda i disagi di una lunga navigazione, l'incertezza di un asilo, la diversa Religione, il diverso clima, il totale abbandono delle loro famiglie, mettono gli esponenti nello stato di non poter determinare la loro volontà nel bivio proposto. Si rimettono ; perciò alla Vostra Sovrana Clemenza. Essi sanno di avere un Padre nella Sacra Persona della M. V.... Si' affidano perciò interamente alla vostra volontà nella scelta...
La decisione del Governo fu:
Attesoché non sono partiti, si eseguano contro i medesimi i mandati di arresto.
Difatti 174 per via di mare, e 30, quali con le mogli, quali infermi, in vetture noleggiate a loro spese, da commissari e gendarmi furono scortati a Napoli. Le prigioni di San Francesco e Castelcapuano ne rinchiusero il maggior numero, il forte di Sant'Elmo i più agiati o di cagionevole salute. Rimasero in Napoli i giudicabili della Gran Corte Speciale; furono inviati alle rispettive province i giudicabili delle Gr. CC. Criminali. Solo 33 dei respinti dal confine romano manifestarono l'intenzione di andare a Tunisi e questo fu il primo afflusso di fuorusciti sulle arene africane*
Nonostante la nota opposizione il Governo napoletano continuava ad avviare i compromessi verso lo Stato della Chiesa; però il Governo di Leone XII fece giungere le sue rimostranze:
... Se si trattasse di un. semplice transito pel territorio Pontificio scriveva il cardinale Consalvi nell'aprile del 1823 non incontrerebbe il Santo Padre alcuna difficolta... ma ùnpossibiBtati come gli esali sono a progredire negli altri Domimi perchè non si accor­dano loro i passaporti dai Rappresentanti rispettivi, non può tollerare con indifferenza che il suo Stato divenga il covile di tanti individui o decisamente rei, o per lo meno so­spetti di delinquenze politiche... cattivo fermento che può iacilm unte corrompere i suoi sudditi, non senza pericolo che la corruzione possa divenire fatale anche ài Stati vicini..... Ed a proposito di tre Irpini provenienti da Tunisi e sbarcati a Livorno, tre volte presentatisi al confine romano perchè scacciati dal Governo toscano:1' MICHELE MONTOORI negoziante di Avellino - MODESTTWO
l) Le varie autorità pf ili Licite della Toscana si dimostrarono dapprima assai ferme e rigide nell'applicazione delle misWft àd:ottatè-c'<mtrO'.:i.'prò-sc'rit ilio nella, esecuzione degli