Rassegna storica del Risorgimento

1820 ; IRPINIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1939>   pagina <1415>
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Gli Irpini della rivoluzione del 1820 nell'esilio 1415
BIANCHI di Mercogliano ed il canonico DOMENICO SAVINETTI di Paduli (allora in Principato Ultra), dalle stanze del Quirinale il Segretario di Stato così scriveva al cav. Spinelli, marchese di Fuscaldo, plenipoten­ziario di S. M. Siciliana:1)
... Questi individui si sou dovuti fermare in mezzo alla campagna a Ponte Centino..., non potendo né avanzare dentro lo Stato, né retrocedere per rientrare nella Toscana... Oltre il pericolo di tenere costoro... non sorvegliati da alcuno... è da credersi che altri... espulsi successivamente dalla Toscana vi si fermeranno e... se accompagnati al confine del Regno di Napoli ... ricacciati pure... non trovando alcun Governo che li voglia ricevere... alla fine alcuni di essi spinti dalla disperazione potranno anche buttarsi in campagna, e darsi al Brigantaggio {poveri liberali intesi come briganti /)... Il Santo Padre vede col più vivo dispiacere che ancora non si voglia prendere su questo importante oggetto una misura che ponga termine ad un così grave inconveniente... La Santità Sua ha ordinato di portarne nuovamente le sue rimostranze...
Se di questo tenore erano le note diplomatiche, doloranti erano le voci, o collettive o isolate, di quei poveri malcapitati. Una supplica diretta da Roma il 19 giugno 1823 da 20 Irpini al loro sovrano, press'a poco gli stessi che già conosciamo, in stile untuoso è da credere ne fosse estensore il primo dei sottoscrittori, perchè la sua firma e il testo sono della stessa calligrafia, il sacerdote GIUSEPPA DE SANCTIS di Morra, zio del sommo critico conchiudevasi cosi:
... Logori, umili e di lagrime aspersi avanti gli si prostrano, pregandola con labbro abbrividito, e pallido restituirli a quelle Famiglie, delle quali sono l'unico appoggio, e sostegno. Ascolta, Eccelsa Maestà, le voci de* miseri... un guardo benigno volgi a tanti Genitori privi di Figli; a varie mogli periclitanti alla prostituzione senza mariti; a teneri Figli mancanti di educazione. I supplicanti con malincuore viddero le citate vicende:
sfratti, ma poi il presidente del Buon Governo, Aurelio Puccini, che non poteva dimen­ticare di essere stato giacobino, volle affrontare arditamente la quiatione della ospitalità. Egli in una relazione del 6 giugno 1824 al Granduca con una liberta di sentimenti, che avrebbe sollevato lo sdegno dei Mettermeli se quella relazione fosse caduta nelle mani del primo ministro cesareo, scriveva: ...se la Politica consiglia di allontanare soggetti capaci di effondere idee sovversive, la Umanità consiglia di trattenerli onde evitare Io spettacolo d'intiere famiglie, d'uomini che manifestano un'educazione e dei sentimenti, die si disperano di non trovar più ricovero in alcuna terra, mentre prenderebbero piut­tosto le carceri del nostro paese, e le invocano e le preferiscono alle angustie del con­tinuo e giornaliero esulare da un punto all'altro, all'interdizione del l'acqua e del fuoco presso i popoli che hanno con sé lingua ed usi comuni, ed occorrerebbe molta durezza per non esser vinti dai loro gemiti o per cacciarli, colla violenza, dal paese dove si tro­vano . E conehiudeva fidando nella saggezza e nel cuore del Principe, mentre egli sarebbe stato del remissivo parere che ad alcuni dei profughi, come s'era fatto pel Poerio, pel Collctta e pel Pepe, si permettesse il soggiorno nella Toscana; per altri l'allontana­mento, anche per via di mare, si facesse con umanità e con tutti i possibili tempera­menti sino a chiudere un occhio e magari tutti e due, se i proscritti non obbedissero.E il Governo accolse la proposta del Puccini e finì col chiudere tutt'c dne gli occhi, salvo di tanto in tanto, ad aprirne uno in seguito ad un ordine imperioso dell'onnipotente Meiiiirnich. - Cfr. Exmo DEL CEBBO, Misteri di Polizia (Firenze, Salani, 1890), p. 115. ') D. Tommaso Frane. Spinelli, marchese di Fuscaldo, Ministro plenipotenziario presso la Santa Sede, era il padre di D. Giuseppe Spinelli, che fu Intendente di Avellino dall'agosto 1821 al settembre 1822.