Rassegna storica del Risorgimento
1820 ; IRPINIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno
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1939
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1418
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1418 Vincenzo CannavioUo
o che almeno questo potesse recarsi nello Stato di Benevento e così più da vicino provvederli di cure. Supplicò pure per lui l'avvocato Luigi Trevisani, poi lo stesso Belli direttamente e léplicatamente dal villaggio di Ariccia, ove per economia risiedeva. Invano ! Nella primavera del 1829 egli chiese il permesso di recarsi a Marsiglia, ove un suo parente gli faceva sperare qualche occupazione, purché gli si mantenesse colà lo stesso sussidio di due paoli al giorno. Ma Sua Maestà nel Consìglio di Stato non annui alla domanda, volendo rispettata la disposizione di concedere il sussidio esclusivamente ai sudditi esuli in Roma ed in Tunisi. Solo con l'Atto di Sovrana Clemenza del 18 dicembre 1830, cioè nove anni dopo, il Belli potè riabbracciare i suoi figliuoli !
E supplicavano da Roma parimenti RAFFAELE LUCIANO, STEFANO PREZIOSI, il sacerdote VINCENZO MIROBALLO, tutt'e tre di Avellino -l'ex tenente legionario MARIO BELLI di Atripaìda, cugino del menzionato Alfonso - BASILIO MILETTI di Bonito - FRANCESCO BIANCHI ed il notaio NICOLA RONCA di Lioni1) - il già capitano dei militi MICHELANGELO CIRILLO di Castelbaronia - ANGELO MAGLIONE di San Nicola Baronia - i fratelli Di PIETRO ed i fratelli DE SANCTIS di Morra - EME> RICO TEDESCHI e RUBINO LANZTLLO di Serino - SALVATORE SUSANNA, già sindaco e capitano dei militi di Zungoli, che aveva con sé la moglie, e non la finirei con le madri e con le mogli degli esuli, che anch'esse supplicavano, come Rachele Pascale di Ariano che per il marito suo FEDELE CARCHIA padre di due innocenti creature, da lui non ancora conosciute, ne avanzò più di una quindicina di suppliche al Sovrano, alla Regina, al Ministro della Polizia. 2) Ma questa che è la voce della madre di un più interessante esule, ascoltiamola:31
Lucrezia Capone di Roccabascerana in provincia di Principato Ultra vedova del fa D. Giuseppe Imbriani e sventurata madre di D. Matteo Imbriani, prostrata al trono
1) Questo notaio Ronca nel dicembre del 1824 lasciò Roma per sottoporsi al giudizio nel Regno. Rinchiuso nelle carceri e tradotto prima davanti alla Gr. C. Delegata di Napoli, poi davanti alla Gr. G. Crini. .d* bellino-, fu messo in liberta il 14 agosto del 1825.
2) Contemporaneamente gli esali del Piemonte si volgevano alla clemenza del loro Re. e ciò sino alla larga, amnistia del 1842. Nelle suppliche figurano, tranne pochi magnanimi, tutti i nomi anche più illustri della fallita rivoÌazione,;ché 6,direttamente () eoi mezzo di congiurili invocavano la cessazione del tormentoso esilio, troppo a lungo sofferto, ad espiazione dei loro entusiasmi italiani... Migliaia e migliaia di loro lettere sono rimaste::! (ìpxgiè/ia del Ministero Esteri, e narrano tutte le miserie, tutte le angoseie dei proscritti, falciati in Ispagna dalle epidemie, dalle guerre civili! Cosi ALESSAKDHO LVZIO, Pd. Centenario dot Ventuno, in Nuova Antologia, 16 luglio-16 settembre 1919, p. MSl'
3) Del settembre del 1824 (Gr. Ardi. St. Nùp., Ministero di Polizia,, fase. 280,
incart. 444).