Rassegna storica del Risorgimento
1820 ; IRPINIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno
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1939
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1420
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Vincenzo Cannavinllo
di Montefortc, uno dei primi ufficiali di militi che aveva fatto causa comune, all'alba del 2 luglio sulla via di Magnano, con lo squadrone disertore - l'ex Capitano MODESTINO PREZIOSI di Mercogliano - FRANCESCO BATTIMELLI di Montefusca - GIOACCHINO CANGIANO proprietario di Taurasi (ma egli ai spense in Botila) il notaio NICOLA MINUCCI il proprietario DOMENICO CAPOEIANCO R il sacerdote DOMENICO DE LUCA, tutti e ilare, di Pletrastornina il farmacista ed ex tenente dei militi ANGELO GARETTI di San Giorgio, la Molara e fm capitano NICOLA JANNELLI di Sarino (ma questi due non vollero profittare della grazia sovrana) - RAFFAELE LIMONGELLI di Atripalda1) (ma egli era morto di febbre putrida nell'Ospedale militare di Terracina la notte del 23 luglio del 1822) - ANTONIO PALOMBA proprietario di Montesarchio (però questo, decrepito ed infermo, moriva di lì a poco in Roma). Similmente nel Consiglio di Stato del 27 novembre del 1825 lo stesso Re Francesco, seguendo i moti indulgenti del suo animo, apriva, alle frontiere pontificie, le porte del suo Regno a : RAFFAELE LUCIANO di Avellino BASILIO MILETTI di Bonito MICHELANGELO CIRILLO di Castelbaronia FILIPPO PENNUCCI di Pescolamazzd >- VINCENZO D'ALESSIO di Pletrastornina. Nel Consiglio del 23 settembre 1826: ai sacerdoti MICHELE BERGAMASCO di Montefredane e PASQUALE DELLA BELLA di Monteforte.2) Nella
altri documenti, ove Tommaso Scarpa coi germani Marcello e Raffaele, esuli anche essi, è ricordato di Sala di Gioi, nella provincia di Salerno, ciò che è confermato dall'amico dolt, Cassese con gli Atti dello stato civile, alla mano, di quell'Archivio Prov. di Stato, cui è a capo.
*) Questo Raffaele Limongelli nel febbraio del 1800, non ancora ventenne, era stato per causa politicu condannato ad uscire fuori del Regno a disposizione di S. M. Tornatone era stato Carbonaro nel .j.iwiqneimio. Maestro Terribile della Baracca. Anche prima della rivolta di luglio 1820 aveva tenuto segrete riunioni settarie in un suo nasino e nel corso del regime costituzionale le aveva tenute manifestamente nella sua casa in Atripalda. Da Maestro della V.*. Valore Irpino era andato a Montefortc e aveva partecipato al banchetto dei 60 nella Piazza del Mercato brindando alla liberta nazionale. Arrestalo il 5 giugno 1821, per non essere sottoposto a giudizio, aveva chiesto ed ottenuto nn passaporto per lo Stato Pontificio.
2) Questo sacerdote era di anni 52 quando nel luglio del 1816 trovandosi di passaggio nelle prigioni di Montefortc il detenuto ex capitano Argenziano di Foggia, noto (secondo la Polizia) per intrighi e per imposture, fu visitato da esso Lab eli a, al quale sì annunziò col nome diBon Écègorio. Sornattìno ;o ne ricevè dei tenui socco?4 il'tfi-nuto consegnò al visitatore una carta scritta perchè la leggesse in sua casa e pòi gliela restituisse. Questo scritto conteneva un ampolloso proclama in nome di Buonapurte, come se fuggito da Santa Eletta meditasse d'invadere l'Italia. Intentala sera dèlio stesso giorno l'Agenzia no fu tradotto in Foggia e diede di ciò conoscenza all' Intendente. Disposta perciò la sorpresa della casa del Labctla, costui esibì il foglio ricevuto dichiarando che si proponeva di presentarlo immautinonti alle autorità. Fu esiliato. Ed ora rientrava nel Regno con questa Sovrana risoluzione (Gr. Areh. St, Nap., Alta Polizia citato fase. 40).