Rassegna storica del Risorgimento

1820 ; IRPINIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1939>   pagina <1423>
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Gli Irpini della rivoluzione del 1820 nelVesilio 1423
figli prossimi a perire domandando invano il soccorso dei genitori... Padre Santo. Se un si misero quadro... desta la sensibilità della Vostra Apostolica commiserazione, si degni intercedere a favore degli esponenti presso il loro Angusto Sovrano quella clemenza che valga a restituirli nella piena liberta, e se ciò per ora non si volesse accor­dare, (si degni) intercedere per lóro i mezzi di sussistenza per poter sopravvivere alloro dolore in questa capitale...
A questa seguirono altre zelanti premure del Cardinale Segretario di Sua Santità, si che Re Francesco il 1 aprile 1828 ordinò al suo Ministro in Roma di estendere il sussidio, di due paoli al giorno, ai sacerdoti un paolo solo (un elenco dei sussidiati vedilo nell'Appendice), a tutti gli esiliati clic avesse reputati i più bisognosi, purché non si trattasse di esiliati per condanna giudiziaria.
Troppe miserie, si potrebbe osservare. Sì, ma se non è irriverenza verso i grandi accostare ad essi i piccoli, non dimentichiamo che anche quegli esuli giganti del Foscolo e del Mazzini patirono la miseria loro. Il magnifico poeta dei Sepolcri ostentava dovizie, ma esse esistevano solo nei forzieri della sua fantasia; in realtà ridottosi a vivere in uno de' più abietti quartieri della poveraglia di Londra, usciva sulla strada per attin­ger l'acqua... e scrivendo alla sorella Rubina le confidava che nei primi due anni di dimora in Inghilterra aveva dovuto spendere e far debiti e viver di rossore son parole sue e, per dir così, di elemosina.... Ed il Mazzini nella stessa Londra visse nutrendosi abitualmente di poche patate, tormentato dagli usurai, costretto a vendere talvolta i suoi abiti!
Nel novembre del 1827 la Polizia napoletana sequestrava una let­tera diretta al canonico D. Michele Capucci di Mirabella proveniente da Roma dal nipote esule FABRIZIO CAPPUCCIO. Ascoltiamo anche questa voce e compatiamo la ferocia che la pervade, derivante da un animo fortemente esacerbato :
Infamissimo prete. Mercordi sarò costà per farti in pezzi giacché vuoi la mia mina mi perderò, ma non goderai, tei giuro... Ti farò peggio di D. Pietro Gaso... vedrai... se in Febbraio mi feci vincere dal mio cuore fes.. un'altra volta non sarà così. Porco fot., cosi si tratto dal 1 di settembre senza lettere... Infame, io ti debbo sbranare colle ungine, in opposto che mi fulmini il Cielo. Siamo in novembre, e mi fai così delirare... Sappi che questa mattina ne parlerò col Ministro a piede fermo. Infame io non ho che mangiare e non trovo più. credito, tutto per opera tua... prete scellerato... Dormi pacificamente, che quando meno il pensi ti farò pentire di quanto stai contro me pra­ticando da 7 anni...; se ho mezzi e vita, ti segherò la gola con arroginito ferro... lo farò di tatto per partire da qui domattina e se sarò libero ne proverai tutto il furore.. 1 Infame, infame, cento e cento volte infame.
La lettera intercettata diede motivo all'Intendente di Avellino Carl'Antonio de Nigris di chieder conto di questa corrispondenza clan destina al Capucci (cosi si firmava costai per ostentare la nessuna