Rassegna storica del Risorgimento

1820 ; IRPINIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1939>   pagina <1427>
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Gli Irpini della rivoluzione del 1820 nell'esilio 1427
Mentre mi altro fuoruscito ir pino, FEDELE CARCHIA di Ariano, rimaneva imprigionato quale presunto autore di una satira pubblica­tasi durante questo Conclave, il Governo della Chiesa in linea economica dispose l'esoarceraadone dei sumenzionati e il loro invio a Marsiglia.l) Nel viaggio non mancò qualche incidente: poiché il cutter romano La Staffetta, che alla fine di ottobre li trasportava, fu costretto a riparare per il cattivo tempo nel porto di Livorno, essi si abbandonarono a tumulto e minacce per indurre le autorità al loro sbarco. Invano. Si permise di scendere, perchè gravemente febbricitanti, solo al CAPPUC­CIO ed al CHIARIZIA di Napoli, i quali furono ricoverati nell' Ospedale dei detenuti; ma non tardarono, insieme col MIROBALLO precedente­mente riuscito a sbarcare a porto Santo Stefano, a raggiungere tutti la destinazione di Marsiglia.
Con l'accennata elevazione di Pio Vili al trono pontificio, il 31 marzo del 1829, gli esuli napoletani destarono i cuori a qualche spe­ranza. Essi, in numero di 58 firmatari, di cui 22 irpini, in capite listae PIETRO e GIUSEPPE DE SANCTIS di Morra, ne invocarono il patrocinio presso il loro Sovrano perchè dopo sette anni di vita precaria e afflitta potessero rivedere l'amata patria, le sventurate famiglie. Il cardinale Albani, nuovo Segretario di Stato, nel trasmettere la supplica, ben fece intendere il desiderio del Santo Padre
che i detti esali rientrassero nel suolo natio... mal soffrendo che individui pregiudicati nella opinione e che non gli appartenevano per verun modo avessero a ritenere uno stabile domicilio nella sua Capitale.
Il Governo napoletano non trovò opportuno di portare novità. E non trovò da far novità ad un'altra supplica che da Roma il 6 marzo 1830 sessantasei esuli firmatari indirizzarono al Re Francesco mercè la inter­cessione della figliuola Maria Cristina allora divenuta Regina di Spagna.
1) Soccorsi straordinari somministrai ì ad individui esuli in occasione della loro partenza dallo Sta'o Pontificio per /*/Estero eseguita il 14 ottobre 1829 per via dì mare alla volta di Marsiglia(Gr. Arch. Si. Nap.t Ministero di Polizia, 2Repatto, fase. 1112,incart. 81):
Ài sacerdote D. Prisco Minichiello, detenuto, ed ora esiliato da Roma, in conta-dora zio ne di non Aver potato celebrare hi Santa Messa, dall'epoca della sua detenzione e di non aver percepito sussidio /isso, per una volta sola scudi 20;
Ai sacerdoti D. Vincenzo Miroballo e D, Francesco Saverio Volantini detenuti, ed ora esiliati come sopra, in riflesso di non aver potuto celebrare la Santa Messa nel­l'epoca suddetta., avendo pero sempre percepito il sussidio fisso, di 1 paolo al giorno ciascuno, fino a tutto settembre pass, (alidi quindici cadauno) scudi 30; FahrUtio Cappuccio, Anselmo Chiarisciti, Rubino Lanxillo detenuti ed ora esiliati conte sopra, avendo sempre percepito il sussidio Osso di due paoli al giorno fino a tutto settembre caduto (scudi dieci per ciascuno) scudi SO. Roma 31 ottobre 1829 (firmino) FuHcnldo.