Rassegna storica del Risorgimento
1820 ; IRPINIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
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1939
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1430
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1430 Vincenzo Cannaviello
infatti in un anonimo un suddito zelante del comune di Santa Lucia, nell'ottobre del 1827 informava S. M. che Vex colonnello D. Tommaso De Filippi nel provenire da Griffoni Valle Piana, ove per lo più risiedeva, era stato scortato in segno di omaggio dalla Guardia Civica di Scrino composta tutta di suoi antichi militi con a capo l'effervescente carbonaro D. Raffaele Bastano. E l'anonimo aggiungeva che mentre quello ostinato liberale soggiornava presso il suo vecchio zio, l'ex Intendente D, Costantino De Filippi, in un casino in tenimento di S. Stefano, vi aveva ricevuto le visite dei principali settari del circondario e di Avellino, cioè l'ex segretario generale dell' Intendenza Winspeare, l'ex tenente dei militi D. Cristofaro Rossi, l'ex maggiore Pionati rientrato dall'esilio, D. Modestino Piciocchi e l'ex Capitano D. Mbdestino Preziosi di Mercogliano, ambedue rei di Stato, sì che detto casino era diventato un vero dicastero della Carboneria della Provincia .
ANGELO MAGLIONE sindaco di San Nicola Baronìa venne arrestato il 12 giugno del 1821 come propagatore di voci allarmanti, le quali avevano indotto alla latitanza gli implicati negli avvenimenti rivoluzionari. Per essersi la Corte Marziale dichiarata incompetente a giudicarlo, egli fu dalla Gr- C. Crini, del Principato Ultra il 14 agosto del '22 condannato in grado di concordia all'esilio dal Regno per sei anni. Però per varie vicende rimase detenuto nella capitale nel carcere di Santa Maria Apparente sino al dicembre del 1824 quando espatriò a Roma. Ivi, alleviato col sussidio di tre scudi al mese, dimostrava co' fatti e con le parole cosi rapportava il Marchese di Fu scaldo al cav. De Medicila più mansueta rassegnazione e la più viva speranza di essere dalla sovrana clemenza aggraziato .
ANGELO D' ORIA diCervinara, cospiratore ritenuto pericoloso e Gr.*. M. C*. influentissimo nel circondario, alla prigionia preferì anche lui nel dicembre del 1822 il libero passaporto per Roma, e vi si recò trattenendosi fino al settembre del 1827 allorché Sua Maestà gli concesse di espiare in Benevento, invece che a Roma, il residuale tempo dell'esilio. Non avendo però voluto il Governo pontificio accordare al D'Oria il passaporto per quel Ducato, egli riuscì a trasferirsi in Napoli, ove dimorò vigilato dalla Polizia. E la vigilanza fu incredibilmente lunga tanto su lai quanto sui quattro suoi fratelli. Tutt'e cinque in suppliche al Ministro della Polizia generale, nel 1838, esprimevano la meraviglia che, nonostante i segnalati servigi da essi resi al Governo con l'arresto di pericolosi malviventi, da circa dodici anni si esercitava continua la stretta vigilanza della Polizia sulla loro famiglia!
SABATO PERBECA, sindaco di Scrino, antico massone e carbonaro, fondò nella frazione di San Biagio una Vendita prima della rivoluzione