Rassegna storica del Risorgimento
1820 ; IRPINIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno
<
1939
>
pagina
<
1432
>
1432
Vincenzo Cannaviello
I FRATELLI D'AMBROSIO di Montesarchio, proprietari, furono entrambi cospiratori e il primogenito BARTOLOMEO fa Tesoriere della V.*. locale Erennio (dal nome del generale sannita Erennio Caio Ponzio che vinse i Romani a Caudio), la quale si teneva nel Monastero di S. Francesco. Non pochi furono i torti politici di cui dovettero dar conto: Essi nel carnevale del 1820 parteciparono ad una mascherata dileggiante l'autorità sovrana, e la sera del famoso 2 luglio, alla notizia dello spiegamento della bandiera costituzionale misero in agitazione quei militi e Carbonari. LORENZO l'indomani con costoro armati venne in Avellino, ove concertò il piano della forza rivoluzionaria. H mattino del 4 ne riparti, corredato di bandiera tricolore e distintivi settari, per unirsi al fratello Bartolomeo che con una massa di armati si era accampato sulla strada di Benevento per opporsi eventualmente alle truppe spedite dal Governo. E BARTOLOMEO fu notato tra coloro che la sera del 4 verso le ore 22 arrestarono il corriere di Gabinetto D. Antonio Pagano, come il dì seguente l'altro corriere D. Dionisio Covino, i quali da Napoli si recavano a Foggia, Bari e Lecce per consegnare dei plichi a quegli Intendenti, e riceverne Nella reazione i due fratelli per scampare alla prigionia si procurarono un libero passaporto e furono di quei primi fuorusciti che la sera del 5 dicembre del 1822 riuscirono a penetrare in Roma insieme coi compaesani Antonio e Luigi Palomba. Di là vane furono le ripetute suppliche con cui implorarono il ritorno ; vani furono gli attestati della loro buona condotta rilasciati dal Segretario generale della Polizia, dal viceparroco della Chiesa di S. Tommaso in Parione di Roma e dal parroco di S. Andrea delle Fratte; vano un certificato del Sindaco e Decurionato di Montesarchio sulle condizioni pietose della famiglia; vana una commendatizia che avanzò per loro l'a w. Francesco Lauria al Ministro della Polizia del Regno, Intontì: LORENZO dovè aspettare l'Atto di grazia del 18 dicembre 1830; BARTOLOMEO, che era segnato fra i partecipanti alle conventicole in via del Boschetto e perciò eliminato da Roma, dovè aspettare in Gaeta quello successivo del 29 maggio 1831, col quale Ferdinando II aggiungendo novelli tratti di clemenza verso i rei di Monteforte volle dileguare le dolorose tracce degli aberramenti di quella infausta epoca .
FEDELE CARCHIA legale di Ariano, qualificato nei registri di Polizia di <c carattere torbido, irreligioso ed immorale , era già uno dei più accesi settari prima che scoppiasse la rivoluzione. Nella sua casa spesso si tenevano sedute carbonare; e fu vice presidente della Tribù. Gianicola. Durante i provvedimenti reazionari il .Vescovo della Diocesi di Ariano e il Sottintendente del Distretto riferirono non esservi persona più