Rassegna storica del Risorgimento
STATO PONTIFICIO
anno
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1939
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pagina
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1438
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1438 Alberto M. Ghisalberti
Sopraggiunge intanto Monsig.r Ministro delle Finanze, il quale conferma trattarsi appunto di un ammenda da portarsi al suindicato quinto progetto. Insorta quindi una qualche divergenza di opinioni sull'ordine da tenersi nella discussione si è messo a partito se abbia a cominciarsi dalla discussione del detto progetto, e a pieni voti si è risoluto per l'affermativa. Monsig.r Ministro delle finanze ha svolto le ragioni, per le quali inclina alla proposta ammenda notando come senza introdurre una nuova carta monetata sta più espediente profittare di quella che già esiste. Non ha omesso di citare l'esempio della Francia e del Belgio che sono ricorsi alla stessa misura pei biglietti delle rispettive banche.
Fa poi conoscere che non si tratterebbe già soltanto di ordinare il corso forzoso dei biglietti, ma di aggiungervi alcuni temperamenti, che a parer suo addolcirebbero non poco "amarezza della indicata prescrizione. Principale tra questa sarebbe l'emissione contemporanea di boni del Tesoro, non già di corso coattivo come quelli contemplati nel quinto progetto, ma di corso libero, ipotecati su determinati fondi, e portanti un interesse co* quali si potranno cambiare a vista i biglietti della banca
Il Sig. Avvocato Lunati si fa a richiedere se il progetto di dare un corso forzato ai detti biglietti sia diretto allo scopo di favorire la Banca Romana, o tenda veramente ad introdurre nella piazza il corso della carta monetata sembrandogli nel primo caso che il Governo spingerebbe troppo oltre il suo favore verso quello stabilimento.
Risponde Monsig.r Ministro essere il Governo debitore della Banca Romana per oltre a se. 300.000 e che l'impotenza in cui si trova di riversare tal somma è ima della principali cause della terribile crisi del detto Stabilimento. Fare perciò u Governo un atto di giustizia con venire al suo soccorso. Osserva inoltre non essere disgiunto l'interesse della banca da quello del piccolo commercio il cui fallimento andrebbe appresso alla rnina della stessa Banca.
Sembra al Sig. Avvocato Lunati che argomenti di tal gravità non possano discutersi senza una precedente piena cognizione delle cose.
Indicatesi quindi dal Sig. Ministro de' lavori pubblici le ragioni per le quali la proposta si è fatta in un modo cosi straordinario, e crede urgentissimo non ritardarne la discussione più in là dell'indomani, si è posto in deliberazione se l'ammenda presentata dal Ministero debba discutersi in via di urgenza questa mattina, ovvero rimandarsi alle due Sezioni riunite e si è risolato per la prima parte ad una maggiorità di 14 voti contro sei. Invitato Monsig.r Ministro delle finanze a formulare l'ammenda l'ha esposta in questi termini I biglietti della banca romana avranno pel tempo e termine di mesi tre non prorogabili un corso coattivo nella Capitale. Il Governo li riceverà nelle sue Cosse, e li eambierà a vista contro boni fruttiferi, ed ipotecar] del Tesoro. Il Governo prenderà misure perchè la emissione dei biglietti di banca non oltrepassi gli se. 750/m e per tutte le altre modalità relative. La Banca tanto prima che dopo remissione dei boni ipotecar) del Tesoro eambierà giornalmente in numerario fino a scudi 5.000 di biglietti . l)
Il Sig. Pn.pe Barberini e di avviso ohe la Banca Romana abbia traviato dalla sua istituzione ingolfandosi in speculazioni estraneo e pericolose alle quali deve
*) Ved. sul corso forzoso e sulla emissione dei buoni del tesoro II Contemporaneo del 13 aprile,