Rassegna storica del Risorgimento
STATO PONTIFICIO
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1939
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Nuove ricerche sugli inizi del Pontificato di Pio IX, ecc. 1439
attribuire le presenti sue angustie e che perciò non abbia diritto a speciali soccorsi per parte del Governo.
Oppone il Sig. Pn.pe Simonetti essere la Banca in uno stato tale da poter corrispondere ai contratti impegni. D'altronde se venisse ad una liquidazione il piccolo commercio ne sarebbe rovinato.
Monsig.r Vice-Presidènte e il Sig. Aw. Lunati non trovano giusto che il corso forzoso dei biglietti sia limitato alla sola Capitale.
Da queste osservazioni deduce il Sig. Pn.pe Simonetta che avrebbero a porsi successivamente due questioni 1: Se si debba dare un corso coattivo ai biglietti della banca. 2: Se questa misura si debba limitare alla sola Capitale.
Il Sig. Conte Mastai additava una via per la quale avrebbe potuto la Consulta uscire da ogni imbarazzo, e responsabilità. Considerava infatti la grande somiglianza che passa tra l'attuale proposta, e quella della emissione de* boni ipotecari fruttiferi del Banco di S. Spìrito e S. Monte di pietà in Roma, su cui si aggira il terzo dei progetti esibiti dal Ministero di finanze. Ora riguardo a tale progetto le due sezioni riunite aveano opinato, come apparisce dal loro Rapporto non ancora preso in esame che essendo i pubblici stabilimenti di credito sotto la tutela Ministeriale, la Consulta dovesse rimettere questo terzo progetto alle decisioni del Ministero in genere ed in specie al Ministro delle finanze quando pertanto la Consulta trovasse giusta tale opinione potrebbe abbracciarla anche pel progetto di cui attualmente si tratta. Il Sig. Aw. Benedetti non crede applicabile l'indicata opinione al progetto, ch'è ora in questione. Imperocché là trattasi di boni che avrebbero un corso Ubero e perciò di cosa non eccedente la portata dell'autorità ministeriale Qui poi trattasi di boni cui si darebbe un corso coattivo pel quale è indispensabile una legge formale.
Richiedendosi dal Sig. Aw. Ciofi una più precisa informazione specialmente intorno a quella parte dell'ammenda che si riferisce ai boni del Tesoro, il Sig. Ministro de* lavori pubblici ha somministrato i seguenti cenni Il Governo emetterà dei boni del Tesoro fino alla concorrenza di un millione di scudi. Tali boni sono ipotecati specialmente sui fondi spettanti a corporazioni religiose, e da designarsi in apposito elenco. Porteranno l'interesse del sei per cento all'anno pagabili al Portatore. Saranno ammortizzati a breve scadenza. Se alla scadenza l'ammortizzazione non fosse regolarmente operata dal Governo i possessori stessi dei boni nomineranno una Commissione per vendere i fondi ipotecati con espropriazione sommaria e fare la distribuzione del prezzo . Ha peraltro espressamente dichiarato lo stesso Sig. Ministro non contenersi in tali cenni che il progetto generico le cui modalità verranno poi regolarmente determinate ed è perciò che non intende doversi su questo particolare impegnare gran fatto la discussione.
Il Sig. Aw. Lunati insiste sulla sconvenienza di limitare il corso coattivo de* biglietti della Banca alla sola Capitale.
Propone il Sig. Aw, Santucci che abbandonando l'idea di dare un corso coattivo ai biglietti della banca si adotti solo il progetto in quella parte che riguarda l'emissione de* boni liberi del Tesoro,
Il Sig. M.se Gualterio non reputa ingiusto il limitare alla Capitale il corso coattivo di quei biglietti stanteche i Negozianti della Capitale sono appunto quelli che profittano dei vantaggi della Banca Romana
Monsig.r Vice-Presidente non crede espediente l'adottare una carta che già ù trova in qualche discredito come appunto vi si trovano i biglietti della Banca. Circa